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Cagliari, Capozucca: “Critiche errate, ottimo rapporto con Giulini”

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Lunga intervista rilasciata a Radio 1 Rai da Stefano Capozucca a pochi giorni dalla conclusione del mercato: ecco alcune delle sue dichiarazioni.

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Calciomercato last minute

Il calciomercato delle ultime ore è una prassi ormai diffusa: dura troppo e non è semplice farlo quando la stagione è iniziata. Alcuni giocatori hanno mal di pancia e noi ne sappiamo qualcosa (ride ndr) e vogliono andare via. Ovviamente il mercato è stato caratterizzato dalla situazione economica che ha lasciato la pandemia, di cui tutti noi sappiamo; solo nelle ultime ore si è cercato di fare tutto anche per questi motivi. Acquistare e vendere sono cose distinte, difficili da fare entrambi: le difficoltà ci sono state perché tutte le società prima di comprare volevano vendere. Tutte le società erano in esubero e aspettavano i primi colpi per sbloccare il mercato. Alcune operazioni hanno permesso alle squadre di rinforzare le proprie rose”.  

Il mercato del Cagliari
“Nel caso del Cagliari è stato un mercato difficile, come per tutti: abbiamo una proprietà importante che ha investito nel sociale e nelle infrastrutture. Abbiamo il progetto dello stadio nuovo e un centro sportivo che si sta ampliando, abbiamo un presidente giovane e ambizioso sul futuro. Ci siamo attenuti alle regole che ci sono state imposte sull’indice di liquidità: è stato investito molto in passato, come per gli acquisti di Nandez, Rog, Simeone e Marin, per cercare posti più in alto in classifica che non sono arrivati. Il mercato è stato oculato, ma di rispetto: sono arrivati giocatori importanti come Strootman, Dalbert, Grassi che è in via di recupero, e poi Keita che è un giocatore di buon livello, infine Bellanova che ieri ha fatto bene in Under 21. Chi critica il mercato del Cagliari sbaglia”. 

L’affare Keita
“Con Giulini abbiamo la fortuna di avere un ottimo rapporto anche se a volte ci sono delle discordanze di vedute. Ci parliamo molto, non mettiamo in piazza le cose che vogliamo fare: ci siamo fatti due-tre nomi su cui eravamo interessati, su Keita c’era anche la Sampdoria e abbiamo lavorato in silenzio. Non nego la trattativa per Scamacca che il Sassuolo ha deciso poi di tenere: non volevamo essere impreparati e avevamo questa lista di opzioni”.

Prospettive
“Mi aspetto un Cagliari che parli di meno: a Cagliari parliamo troppo e non pensiamo molto al campo. Non vanno in campo le figurine ma gli uomini: quando ero al Genoa avevamo quasi paura di venire qui a giocare contro gente molto forte e di carattere. Vorrei un Cagliari più battagliero e forte, questo mi aspetto dai giocatori: vorrei un temperamento maggiore che nelle prime due giornate non c’è stato, forse per il mercato aperto. Vorremmo regalare soddisfazioni ai tifosi, ma soprattutto alla dirigenza e anche al presidente che in questo momento non è soddisfatto del Cagliari. I calciatori uruguaiani per genesi hanno questo temperamento di cui parlavo prima, ma lo deve avere tutto lo spogliatoio: dovremo avere quel temperamento per esempio di Diego Lopez di cui avevamo tutti paura. Dovremo avere più agonismo, cosa che è mancata negli ultimi tempi: alcuni giocatori hanno dato qualcosa sul piano tecnico, un po’ meno agonistico. Ecco mi aspetto questo”. 

La piazza e Joao Pedro
“Cagliari è qualcosa di speciale, non rappresenta una città ma una nazione. Tutti sono orgogliosi di avere la squadra in Serie A, anche chi non segue il calcio. I giocatori devono capire questo, per essere amati devono fare in modo di essere amati: io parlo in generale da Capozucca al magazziniere, la piazza dovrebbe avere qualcosa in più. Io dico che il materiale per farlo c’è, i tifosi non vogliono la luna, vogliono sentirsi orgogliosi e il calcio potrebbe essere un veicolo per farlo”. Ultima battuta su Joao Pedro: “Tutti mi dicono che lo dico perché è mio figlio, ma è un campione come calciatore e come uomo, il Cagliari dovrebbe avere tanti Joao Pedro sotto l’aspetto caratteriale”. 

La Redazione

 

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