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Cigarini in ritiro con il Cagliari

Cagliari, Cigarini: “Dispiace per l’addio, mi sono fatto qualche idea”

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Luca Cigarini ha partecipato in collegamento alla trasmissione Il Cagliari in diretta, su Radiolina. Il centrocampista, in rossoblù dal 2017 al 2020 e ora alla Reggiana, è tornato anche sul suo burrascoso addio al Cagliari nell’estate di un anno fa.

“Il regista sta sparendo? Un po’ per i tempi che corrono e un po’ per l’impostazione che il calcio sta dando ai ruoli in campo è un ruolo si vede sempre meno, è meno preso in considerazione. Penso che la risposta sia sì. Le difficoltà del Cagliari? Quando le cose vanno male le problematiche sono tante. Di giocatori esperti e carismatici nello spogliatoio del Cagliari penso ce ne siano, anzi forse di più rispetto agli anni scorsi, però è normale che bisogna trovare un assemblaggio delle varie componenti. Di leader veri e propri ne avrei fatto anche a meno per avere un gruppo coeso e compatto: se non hai uno devi avere l’altro, probabilmente da questo punto di vista il Cagliari sta mancando. Quando senti l’affetto e la responsabilità, soprattutto da parte dei tuoi compagni, devi trasmettere qualcosa che tu hai e gli altri non hanno. Non mi consideravo un leader, sapevo di essere una figura importante all’interno dello spogliatoio ma ci siamo sempre messi come gruppo che come singoli. Certo, gli anni che c’ero io c’erano giocatori molto importanti che facevano la differenza”.

Sull’esperienza a Cagliari

Cigarini non dimentica i suoi tre anni a Cagliari: “Molto belli e positivi. La città, la vita, i compagni e le persone, tutto quanto il contorno. La nota stonata della mia avventura è stata come è venuta a finire questa storia, quando ci penso non nascondo che sono deluso. Perché è finita così? Non chiederlo a me, io qualche idea me la sono fatta però sono mie idee. Io ho dato sempre piena disponibilità, al di là dei gesti, anche in momenti difficili. Anche negli ultimi mesi che sono stato lì sapevano bene quello che avrei voluto, però probabilmente non lo volevano loro. La cosa che mi dispiace è che non me l’abbiano detto, né prima né ora. Le cose belle che rimangono sono i gruppi WhatsApp con i miei compagni, da Cragno a Ceppitelli, Pavoletti e Faragò. Ho avuto un grande rapporto, non ne sono rimasti tanti ma con quelli con cui ho vissuto tre anni ce l’ho. Siamo stati bene”.

Joao Pedro e la Nazionale

Cigarini non ha dubbi: “Mi aspettavo l’esplosione di Joao? Direi di sì. Ho avuto la fortuna di vivere questa sua escalation, perché mi ricordo il primo anno che ero lì e si vedeva che aveva ottimi colpi. Era forse un po’ troppo discontinuo, ora sta facendo due-tre anni di livello assoluto. L’azzurro lo merita assolutamente, al di là della persona e del ragazzo con cui ho un bellissimo rapporto per il calciatore che è e per quello che ha fatto. In Italia penso che, attualmente, di giocatori più forti lì davanti è difficile trovarne”.

Presente e futuro

Cigarini chiude sulla sua carriera: “La Reggiana? Stiamo facendo bene, siamo primi in classifica col Modena. Stiamo facendo un bel campionato, non eravamo favoriti ma le cose stanno andando bene. Sono tornato a casa, era quello che volevo e sono riuscito a coronare questo piccolo desiderio. Si è chiuso un cerchio e se ne sta aprendo un altro della mia carriera, più piccolo ma spero altrettanto importante. Ho trovato un ambiente molto bello dove lavorare, con tutte le precarietà che ci possono essere in una categoria come questa. C’è grande voglia di fare e disponibilità da parte della società e dei ragazzi: sono molto contento e felice, finché regge la testa voglio andare avanti. Dopo il ritiro? L’anno scorso ho preso il patentino da allenatore, mi si è riaccesa la fiammella. In testa però c’è solo portare la Reggiana più in alto possibile”.

La Redazione

 

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