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Cagliari, Cittadella e Coppa Italia da non sbagliare per il morale

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In un momento nel quale tutto appare negativo, anche i piccoli segnali possono dare una spinta necessaria per uscire dalle difficoltà. Certo, vanno valutate le priorità, bilanciati pro e contro, perché l’obiettivo primario non va perso di vista e il rischio della classica vittoria di Pirro è dietro l’angolo.

Importanza

Coppa o campionato? In una fase di positività non ci sarebbero dubbi. La Serie A da mantenere sarebbe senza se e senza ma la stella polare da seguire e una sconfitta nella seconda competizione il male minore. Quando però le cose non vanno per il verso giusto e ogni gara può essere quella della svolta mentale, allora il dubbio che perdere anche una semplice partita di Coppa Italia possa diventare controproducente esiste. Il precedente che risale all’ultima retrocessione del Cagliari potrebbe però dare una risposta. Era il dicembre del 2014, Zeman decise di puntare sui titolari nella sfida di Coppa contro il Modena, i supplementari prima e i rigori poi garantirono il passaggio del turno, ma pochi giorni dopo al Sant’Elia un Chievo corsaro diede un’ulteriore spallata a una classifica di Serie A già deficitaria. Per questo Walter Mazzarri non può vedere nella sfida contro il Cittadella di domani 15 dicembre alla Unipol Domus un’occasione per rilanciare l’umore dei suoi ragazzi. Al contrario, tra una rosa con problemi fisici che si ripetono e l’Udinese alle porte, quella contro i veneti è una partita che deve diventare giocoforza la prova per chi ha giocato meno e per alcuni giovani della Primavera di Agostini.

Numeri

Una gara in cui il Cagliari ha tutto da perdere. Di fronte una squadra di Serie B, alle spalle una sconfitta contro l’Inter che non può non aver lasciato strascichi. Davanti l’ennesimo scontro diretto casalingo da non fallire. Negli ultimi anni i rossoblù hanno portato avanti un percorso che ha per certi versi onorato la Coppa Italia, competizione non impostata per favorire le cosiddette piccole, ma che comunque può dare l’occasione alle seconde linee di trovare ulteriore minutaggio in caso di passaggio del turno. Cinque le vittorie consecutive casalinghe nella competizione, tre le edizioni nelle quali sono stati superati i primi due turni, l’ultima volta che i rossoblù sono usciti di scena è un ricordo amaro chiamato Pordenone. Evitare una sconfitta di quel tipo resta doveroso a prescindere dall’importanza della sfida contro l’Udinese, Mazzarri spera pertanto nelle risposte di chi è indietro nelle gerarchie e pronto a dimostrare di poter tornare utile in campionato.

Possibilità

Occasione dunque per Radunovic, a caccia di conferme dopo l’ottima prova di Verona. Davanti al portiere serbo potrebbe rivedersi Altare, mai in campo se non in quei fatali cinque minuti contro il Venezia, con il pareggio di Busio arrivato anche a causa di un suo errore. Assieme a lui pronto Adam Obert, lo slovacco classe 2002 che troverebbe così la sua prima maglia da titolare con i “grandi”. Il terzo difensore è un’incognita, troppe le assenze per poter pensare a un turnover totale. Godín – in evidente bisogno di minutaggio – potrebbe restare al centro della retroguardia dopo la disfatta di San Siro, anche per dare un supporto d’esperienza ai due giovani compagni. In panchina probabile che venga aggregato Luigi Palomba, il classe 2003 della Primavera e vero punto di riferimento dei ragazzi di Agostini. In mezzo al campo sicuro assente Nahitan Nández, obiettivo puntato verso la sfida contro l’Udinese e nessuna intenzione di correre rischi da parte di Mazzarri. Pronti dunque Christian Oliva, rivisto per pochi minuti a San Siro, e Alessandro Deiola. La terza maglia potrebbe essere indossata da Gastón Pereiro, con il cambio dal 3-5-2 al 3-4-2-1. Il Tonga sarà un sicuro titolare, unico dubbio se come trequartista o come punta d’appoggio all’unico centravanti. Sugli esterni probabile riposo per Bellanova con Zappa che scalda i motori, così come sul lato opposto Lykogiannis dovrebbe dare il cambio a Dalbert. Davanti certo di una maglia Leonardo Pavoletti che potrebbe fare coppia con Damir Ceter dopo il rodaggio del colombiano nella vittoria della Primavera sul Napoli dell’ultimo fine settimana. A meno che quest’ultimo non venga utilizzato a panchina in corso, con l’avanzamento di Pereiro e l’inserimento di un giovane in mezzo al campo. I più papabili in questo caso sarebbero Nicolò Cavuoti, già con il gruppo di Semplici a Pejo, e Christos Kourfalidis, quello con più esperienza tra i ragazzi di Agostini dopo l’esperienza in D al Foggia di due stagioni or sono. Attenzione anche al possibile inserimento tra i convocati dei vari Isaias Del Pupo, Bruno Conti, Jacopo Desogus e il nazionale moldavo Iurie Iovu. Infine possibile apparizione anche per Paolo Faragò, rientrato dopo il lungo problema all’anca e a caccia dei primi minuti stagionali.

Matteo Zizola

 

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