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Cagliari, cosa manca per essere pronti al via della nuova stagione?

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Test completati, ora si fa solo sul serio. L’amichevole contro il Mallorca ha chiuso il percorso di avvicinamento alla stagione 21-22 del Cagliari di Leonardo Semplici. Per i rossoblù contro squadre di pari livello sono arrivate due sconfitte, 1-0 in Spagna e 3-1 in Germania contro l’Augusta. Vittorie poi contro Olbia (3-0), Vicenza (3-0) e Real Vicenza (16-1). L’ultima uscita nel Trofeo Ciutat di Palma ha fatto emergere gli aspetti tattici su cui il gruppo rossoblù deve ancora lavorare per farsi trovare pronto sabato 14 agosto alla Unipol Domus contro il Pisa per l’esordio in Coppa Italia.

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Difesa

Partendo dal reparto difensivo in questa analisi va registrata ancora una difficoltà per il Cagliari nell’impostazione tattica dal basso. Un aspetto su cui aveva già sbattuto Eusebio Di Francesco la scorsa stagione in rossoblù. Semplici in questo precampionato ha battuto tanto sul cambio di mentalità e su un continuo giro palla basato sulla partecipazione di centrali e interni di centrocampo per aprire i movimenti degli esterni e del trequartista. Contro Augusta e Mallorca però la costruzione del Cagliari non è stata impeccabile, sono arrivati diversi errori in fase di impostazione (specie in Germania). Ritardo naturale a questo punto della stagione per un cambio tattico che ha bisogno di tempo per essere assimilato e utilizzato quasi “a memoria”. Preoccupano un po’ di più i ripiegamenti in transizione avversaria, le marcature preventive e il contenimento degli esterni avversari in questo 3-4-1-2 che vira a volte a 3-4-2-1. In marcatura anche a livello di singoli il Cagliari deve migliorare qualcosa, su tutti è parso in ritardo Walukiewicz. Inoltre le varie rotazioni tra Ceppitelli, Carboni, Walu, Lykogiannis e Altare (più il giovanissimo Obert) hanno mostrato come sul mercato, in attesa di risolvere la grana Godin ma anche in caso di reinserimento definitivo nel progetto dell’ex Inter, serva almeno un rinforzo di livello per il reparto.

Centrocampo

Resta il cuore pulsante di questo Cagliari. Anche con la perdita di Marko Rog, pesantissima nelle rotazioni di una lunga stagione, pare il reparto con maggiore qualità. Strootman ha impiegato un paio di allenamenti per prendersi le chiavi di questa squadra e Marin sembra in continua escalation, anche se l’esperimento da trequartista non ha convinto. Impossibile poi privarsi di lui ora a centrocampo senza il ricambio garantito, di enorme spessore, da Rog. Sugli esterni di sinistra ci sono Dalbert, che sembra voglioso di riscatto anche se ancora un po’ acerbo tatticamente ai movimenti chiesti da Semplici e Lykogiannis. A destra il solo Zappa. Con Nandez ormai è rottura totale, mentre Pinna e Faragò sono ai box per infortunio. E le alternative a centrocampo negli interni non sono tantissimi. Deiola largo a destra convince poco, meglio come opzione di riserva al centro (ma balla la questione rinnovo). Caligara è in uscita e da interno è tutto da valutare in Serie A. Oliva è l’alternativa a Strootman per la mediana, ma il Cagliari dopo averlo messo fuori dal progetto dovrà essere bravo a reintegrarlo in caso di mancato colpo sul mercato per la posizione.

Attacco

Joao Pedro e tanti dubbi. Questo l’attacco del Cagliari fin qui. Contro Augusta e Mallorca: una rete. Pavoletti è parso in palla e voglioso di essere protagonista ma i tanti problemi fisici non possono non lasciare alcune ombre sul suo utilizzo per 38 gare. Simeone ha la valigia pronta e dopo un buon inizio di pre-campionato è tornato a fare sportellate molto lontano dalla porta avversaria. In crescita Ceter che potrebbe ritagliarsi uno spazio come ultima punta, fuori dai piani Cerri. Utilizzato molto poco l’uomo del gol salvezza contro il Parma, che paga oltre al rendimento anche un ingaggio pesante. Nel reparto tanto del rendimento delle punte dipenderà dai trequartisti. L’impressione fin qui è che senza il giusto movimento dei trequarti la manovra offensiva dei rossoblù è molto slegata. Quando i rifinitori hanno fatto fatica il Cagliari ha avuto i reparti di centrocampo e attacco molto distanti e incapaci di creare con costanza occasioni pericolose. A Pejo Semplici ha battuto tanto su un concetto “Joao da 10 detta il movimento delle due punte“. Alzando JP10 nei due di davanti per essere più pericoloso e in attesa di Radja Nainggolan però il Cagliari non ha ancora il faro dietro i due attaccanti che possa dare brio alla costruzione. Troppo incostante Gaston Pereiro e ancora acerbo a grandi livelli Biancu, che tecnicamente ha enormi margini di crescita. L’esperimento del doppio trequartista bene ha fatto contro l’Olbia ma contro il Mallorca ha deluso. Insomma, a sette giorni dal via i dubbi per Semplici restano tanti. Sembra fondamentale per il gioco il mercato, senza alcuni aggiustamenti la rosa dà l’impressione di essere un po’ indietro. Ma poi come sempre il vero giudizio lo potrà dare solo il campo quando inizieranno ad esserci eliminazioni e punti in palio.

Roberto Pinna

Al bar dello sport

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