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Cagliari, dalla staffetta alla coppia: Mazzarri e il duo Godin-Ceppitelli

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Equilibrio, rispetto dei ruoli e dei tempi dell’altro. Dettagli che contano anche in una coppia difensiva. Luca Ceppitelli e Diego Godin sono stati partner difensivi per un breve periodo nel passato. Allenatori e schemi differenti hanno finito per allontanarli ma ora, al bisogno, i due potrebbero tornare a formare la coppia centrale della difesa isolana. Certi amori, anche se tormentati, fanno giri immensi e poi finiscono per poter ritornare.

Non un’ottima resa
Nella passata stagione, i due difensori sono stati spesso entrambi ai box per rispettivi problemi fisici. Un peso per tutta la squadra, sia durante la settimana che in partita nella prima parte dell’annata, per un Cagliari che più volte ha cambiato pelle tra difesa a 3 e 4 faticando a trovare una vera e propria identità. Durante l’era Di Francesco, il calciatore cresciuto nel Perugia e l’ex capitano dell’Atletico Madrid hanno giocato tre partite in coppia: Milan, Genoa e Sassuolo. Due sconfitte e un pareggio cocente, con le lacune individuali ancora più leggibili nel periodo maggiormente complesso dei rossoblù. Un esperimento che con il cambio di allenatore e il passaggio definitivo a 3, modulo già utilizzato dal tecnico ex Roma e poi riportato in auge da Semplici, è andato in soffitta tranne che nelle partite contro Napoli e Fiorentina, terminate entrambe in pareggio. I due si sono comunque trovati diverse volte in campo insieme durante la striscia di risultati positivi con l’ex Spal in panca: Godin a sinistra e Ceppitelli a destra come braccetti di una difesa che era tornata a funzionare nonostante la situazione complessa di classifica.

Staffetta o coppia fissa?
La conferma di Semplici e della difesa a tre, così come l’andamento della prima e della seconda gara di campionato sembravano far presagire la nascita di una staffetta fissa fondata sull’esperienza: Ceppitelli per Godin o viceversa, una testimonianza di fiducia e di volontà di puntare su giovani come Carboni e Walukiewicz senza però lasciarli mai senza uno dei due punti di riferimento. Poi l’arrivo di Mazzarri ha sparigliato le carte e la difesa a quattro è tornata ad essere protagonista: troppo importante, per un Cagliari ancora alla ricerca di sé stesso, tornare a uno schema in grado di dare sicurezza subito e familiare a tutti gli interpreti. Così, i due sono tornati a riavvicinarsi in campo per due spezzoni di partita, contro Empoli e Napoli. Due partite non positive a livello di risultato ma che potrebbero aver messo le basi per un ritorno alla titolarità della coppia esperta: l’infortunio di Dalbert, il nuovo ruolo di Lykogiannis alto nel centrocampo a quattro e la possibilità di spostare Carboni sul lato sinistro dello schieramento difensivo, sembrano i dettagli ideali per tornare a provare a stare di nuovo insieme davanti alla porta di Cragno.

A Walter Mazzarri l’ultima scelta: dopo aver trovato una prima quadra, spetta a lui capire se gli equilibri tra i due difensori possono far bene a tutto il Cagliari e non fermare la risalita della squadra verso zone più tranquille di classifica.

Matteo Cardia

 

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