Diego Godin contro la Sampdoria | Foto Emanuele Perrone

Cagliari, Godin: “Sto bene, non facciamo polemica sull’Uruguay”

Il Cagliari deve fare i conti con la positività del suo difensore centrale Diego Godin; il caudillo è stato contagiato nel ritiro della nazionale Celeste durante la finestra di qualificazione a Qatar 2022 insieme ad altri 15 elementi tra compagni di squadra e staff.

Il numero 2 rossoblù è intervenuto via Skype a TeleMundo raccontando la sua situazione: “Sono partito dall’Uruguay e il risultato del test era negativo. All’arrivo in aeroporto con Nahitan e mi hanno fatto un altro tampone rapido che ha avuto lo stesso risultato; il terzo tampone al club ha riscontrato la positività al covid-19. Come sto? Ho avuto un po’di malessere, mal di testa, come se stessi attraversando uno stato simil-influenzale poi ho preso del paracetamolo e ora sto bene, normale”. 

Sul contagio nella nazionale: “ Sanzione alla nazionale?  “Spero che il governo non si basi solo su quella foto che ha generato la polemica. Perché non sarebbe giustificata un’azione del genere solo per quello scatto. Noi siamo arrivati nella bolla del ritiro dell’Uruguay tutti da negativi dopo i test con i nostri club, però in qualche modo il virus è entrato nella bolla quando stavamo in Colombia. Cerchiamo sempre di rispettare tutti i protocolli e i dettagli, ma come ogni essere umano, a volte ti trascuri, soprattutto quando si è tutti negativi : abbiamo fatto quella foto senza mascherina in un momento di gioia dopo la vittoria con la Colombia, volevamo semplicemente un ricordo. Non è quello il motivo del contagio e non mi sembra il caso di fare polemica. Stavamo semplicemente chiacchierando, non ci siamo scambiati il mate con i compagni. Io non posso garantire per tutti i miei 25 compagni per ogni singolo momento del ritiro ma ho visto che tutti provavano a rispettare le regole. Essere senza mascherina in quella foto è stata una svista. Abbiamo mai abbassato la guardia? Non direi. Sì è discusso della foto senza mascherina ma in una bolla della nazionale con tutti negativi si creano dei legami come in famiglia. Per noi in quel momento era come stare a casa. E nessuno a casa tiene la mascherina. Devo essere sincero né a me né ai miei compagni sono piaciute le parole dette dal ministro. Da parte nostra questo non è il momento di fare le vittime ma di responsabilizzare le persone. In quanto personaggi pubblici e visto il momento che sta attraversando il mondo e l’Uruguay””.

Prosegue Godin: “Ho seguito le stesse precauzioni che prendo normalmente con il Cagliari? Anche di più, perché in una nazionale i protocolli sono ancora più stringenti. A Cagliari ci cambiamo, ci alleniamo e stiamo insieme al centro sportivo. Poi ognuno va a casa sua e può vedere amici o incontrare gente. In nazionale sei in una bolla. Per questo per me il rischio è più nel club che nella nazionale. Dopo la vittoria contro la Colombia Tabarez ha abbracciato tutti. Però l’ho sentito e mi ha detto che sta bene. Per fortuna”.

La Redazione

 

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