Joao Pedro: “Ora sono maturo”

Joao Pedro, il brasiliano numero 10 del Cagliari, si racconta a L’Unione Sarda.

L’ex Palermo vive di nuovo un bel momento, dopo la brutta vicenda doping (“Quella sostanza c’era ma non doveva esserci, mi faceva stare male essere messo sul piano di chi si dopa volontariamente, per un errore non mio”), e contro la Fiorentina prima della sosta ha festeggiato un nuovo gol, bello e importante. Proprio quella Viola che, a dicembre 2017, anticipò una squalifica lunga per una reazione a palla lontana e a ruota l’incubo doping. Quindi i pochi minuti di Firenze nel match-salvezza, prima di fermarsi nuovamente. Un cerchio che si chiude.

Joao Pedro parla dell’importanza del gol (“Per me è tutto, un’adrenalina incredibile, ancor di più davanti ai tuoi tifosi”) e del legame forte con Cagliari e il Cagliari: “Ho rinnovato da poco, mi sento a casa, il feeling è forte, mi piacerebbe diventare una bandiera ma c’è ancora moltissimo da fare”. E il ruolo? “Ormai sono maturo, gioco dove mi chiede il mister, non ho un ruolo fisso ma se gioco vicino alla porta sono più pericoloso”, assicura.

Un’intervista, quella di Joao Pedro a L’Unione Sarda, che tocca anche molti temi personali. Normale quando si è davanti ad un ragazzo loquace e profondo, che ha sbagliato, sbaglia e sbaglierà, ma che conserva valori forti. E allora spazio all’esempio del padre in una famiglia umile, alla gioia per la piccola Elisabetta che sta arrivando accanto ad Andre, al ruolo di papà e calciatore, al tema del razzismo. Senza perdere di vista il Chievo: “Dietro non molla nessuno, in trasferta dobbiamo migliorare e la gara di venerdì prossimo a Verona è molto importante. Mancherà Pavoletti, peccato perché sta bene e sta facendo ottime cose, ma chi lo sostituirà sarà all’altezza”.

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