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Cagliari, Joao Pedro: “Vorrei rinnovare: il no alla MLS un segnale importante”

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Le parole del capitano rossoblù, intervistato dal colleghi di Radiolina durante la trasmissione “Il Cagliari in diretta”.

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Così Joao Pedro ai microfoni di Radiolina: “Obiettivo stagionale di gol? Voglio sicuramente fare bene, sono stati due anni importanti di fila: non voglio puntare a numeri, ma solo vivere partita per partita e fare bene come alla prima gara con lo Spezia. Sicuramente il risultato di lunedì è stato importante per la squadra per non iniziare il campionato con un risultato negativo. Poi ho rivisto la partita, abbiamo creato davvero tante occasioni e siamo stati bravi a pareggiarla. Semplici ha parlato di poca autostima? Forse manca consapevolezza, ma sappiamo di avere qualità: ci è mancata un po’ di consapevolezza delle nostre forze, dopo la stagione scorsa”. 

Mercato

“Il rifiuto all’offerta della Mls? Al momento dell’offerta uno ci pensa, perché era un’offerta importante al di là del campionato: la scelta di rimanere è stata fatta e non mi pento, ma un pensiero l’ho fatto. Abbiamo fatto i conti e scelto di rimanere, perché era il meglio per me. Rinnovo di contratto? La volontà c’è, da parte mia è stato un segnale importante il non accettare l’offerta dell’Atlanta: il mercato è ancora in corso e c’è tanto da fare, ma la mia volontà era quella di rimanere. PSG illegale? Il gruppo farà sempre la differenza, lo dimostra l’Europeo dell’Italia. Se al PSG riescono a creare quello saranno sicuramente forti, in più hanno Messi e gli auguro di vincere tutto. Il gruppo del Cagliari è forte, basti pensare alla rimonta con lo Spezia o a quello che abbiamo fatto lo scorso anno. Ovviamente quando inizia la stagione devi ricostruire per via del mercato, ma la base c’è. Ci dispiace quando qualcuno va via, ma fa parte del gioco. Di Strootman c’è poco da dire: fa piacere averlo dalla nostra parte. Dalbert è un motore, avere lui e Nandez sulle fasce fa invidia sicuro agli altri. Grassi lo conoscevamo, è arrivato da poco, ci darà una grossa mano”. 

Spogliatoio e leadership

Questione Nandez e Godin? Non è una situazione normale, ma sono ragazzi che hanno sempre dato tutto. Poi il resto fa parte del gioco, c’è poco da aggiungere o rimproverare, ma fa parte del calcio. La squadra non era in mezzo a questa situazione, i ragazzi ci hanno sempre rispettato in ogni momento. Radunovic? Siamo in buone e grandi mani, è una bestia (ride, ndr): è un ragazzo stupendo e di tanta personalità, anche se ci dispiace perdere Cragno, con Boris siamo sereni. Io più lucido del solito? È la vecchiaia (ride, ndr). Scherzo, ho trovato l’equilibrio: restare a Cagliari nelle vacanze mi ha aiutato a rimettere tutto in ordine, perché sapevo che sarebbe stata un’estate calda con tanti occhi addosso. Mi son preparato anche meglio rispetto al passato, con lo Spezia sapevo che sarebbe arrivata prima o poi la palla giusta. Frutto di fiducia ed equilibrio mentale. Come uomo dopo la squalifica mi si è aperto un mondo, perché sapevo che poteva finire qualcosa di importante: serviva equilibrio in quella stagione”.

Il prossimo impegno

“Milan? Lo spirito è lo stesso, siamo abituati al mercato: dispiace giocare in mezzo alla confusione del mercato, ma vogliamo rifare una partita simile a quella del finale di stagione. Non sarà facile, sappiamo quanto loro siano cresciuti e per i calciatori che hanno. L’anno scorso non si aspettavano un Cagliari così cattivo, ma noi eravamo già preparati a giocarla così a prescindere dal risultato del Benevento. Vogliamo far sudare il Milan come ha fatto lo Spezia lunedì con noi. È stato bello esultare davanti ai nostri tifosi: è sempre un’emozione difficile da spiegare, ma lunedì è stato speciale. Con Marin abbiamo provato spesso quel tipo di giocata di prima: quando ho visto che c’era lo spazio ho pensato subito a stop e tiro immediato. Pensavo passasse sotto le gambe del difensore, ma nella mia testa avevo già immaginato l’azione. Con Pavoletti siamo una bella coppia, ci capiamo quasi al respiro: dopo tutto questo tempo insieme ci conosciamo benissimo, Leo è un giocatore straordinario e fa reparto da solo”. 

Orizzonte Verdeoro

“Più gol in Serie A di Ronaldo il Fenomeno? Lui ha giocato molto meno di me (ride, ndr). Arrivare a essere nei top 10 tra i brasiliani ad aver segnato in Serie A vuol dire far parte della storia e questo fa impressione e piacere, perché il mio nome resterà a lungo lì. Ho alcune maglie delle giovanili del Brasile: sono ricordi speciali, sono cresciuto con la generazione dei Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho. Quelle le indosso ancora quando guardo le partite della Selecao: so quanto sia quasi impossibile vestirla, io però faccio il mio. Non vuol dire che non continuerò a dare il massimo, ma non è una cosa che personalmente vedo vicina”. 

La Redazione

 

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