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Cagliari, Rossettini: “Liverani può essere la figura ideale dopo la retrocessione”

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Un allenatore carismatico e che ha nella propositività la peculiarità del suo calcio. Fabio Liverani è stato il primo, e per ora unico, acquisto ufficiale del Cagliari per la stagione 2022-2023. L’uomo individuato dal club rossoblù per ripartire, senza proclami ma con l’intenzione di non lasciare troppo spazio alle altre pretendenti alla Serie A. Sarà una Serie B complessa, anche per chi l’ha già vinta come Liverani. Per conoscere meglio il suo gioco, abbiamo fatto qualche domanda a Luca Rossettini, ex difensore del Cagliari ed ex giocatore del tecnico romano nella stagione 2019-2020 a Lecce, che oggi studia nel corso allenatore UEFA A insieme a Cesare Bovo, prossimo vice-allenatore dei rossoblù.

Rossettini, che tipo di allenatore è Fabio Liverani? E che annata era stata quella con il Lecce?

Liverani è sicuramente un allenatore di forte personalità, le sue squadre hanno un’identità precisa e tendenzialmente giocano molto bene. Per l’anno che ho passato con lui a Lecce questa è l’idea che mi sono fatto. Per me era stata un’annata importante, almeno fino all’interruzione per il Covid”.

In virtù della sua personalità, Liverani può essere l’uomo giusto dopo una retrocessione come quella vissuta dal Cagliari?

Se la società ha scelto lui è evidente che può essere l’allenatore giusto (ride, ndr). È una risposta politica, lo so, ma quella di Cagliari è una situazione in divenire. Non si sa chi rimarrà, chi andrà via, ci sono tante componenti. Sicuramente Liverani è un allenatore di grande carisma e sì, penso possa essere la figura ideale dopo una retrocessione, ma questa rimane una opinione personale“.

Quali sono le caratteristiche principali del gioco di Liverani e i suoi punti di forza?

Quell’anno a Lecce, c’era un gruppo che in parte lo aveva seguito nelle due promozioni consecutive, con un certo tipo di identità, in cui la fase di possesso era curata nei minimi particolari. Si andava sempre a giocare le partite a viso aperto. Non è di certo un tecnico che vuole squadre chiuse o rinunciatarie, ma vuole un gioco sempre propositivo, con una chiara idea precisa nella fase di possesso e di attacco“.

Per chiudere, una domanda sul tuo futuro. Com’è stato intraprendere subito la carriera di allenatore dopo aver smesso e cosa prevedi per il proseguo della tua carriera?

Era quello che volevo. Ho avuto la fortuna di poter iniziare subito con l’esperienza per l’Under 17 al Padova, con cui abbiamo raggiunto la finale di Under 17 di Serie C perdendo però 1-0 contro il Cesena. Per il futuro vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni, ma in generale è un percorso che posso definire come naturale, perché è davvero quello che desideravo fare“.

Matteo Cardia

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