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Cagliari, Semplici: “Non chiamatemi normalizzatore, credo nell’impresa”

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Giornata di presentazione per il nuovo allenatore del Cagliari Leonardo Semplici: il tecnico fiorentino ha parlato in conferenza stampa insieme al neo direttore sportivo Capozucca e al presidente Tommaso Giulini.

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In cosa consisterà la cura del nuovo mister?In questi due allenamenti ho trovato una squadra moralmente abbattuta, ma è normale dopo tante gare senza risultato. Una situazione che ha significato un’involuzione rispetto alle aspettative. Io voglio portare spensieratezza ma anche mentalità e cattiveria per fare l’impresa

Quali sono i punti forti e deboli di questo Cagliari? “I punti di forza di questa rosa sono tanti, ci sono dei valori alti che purtroppo non hanno ancora dimostrato. La chiamata del Cagliari l’ho accettata subito. Per le parole che il presidente e il ds hanno speso per me ma anche per la storia di questa città e questa piazza. Mi auguro insieme al vecchio staff e al mio staff di portare una ventata di entusiasmo“.

Che idea le ha fatto il Cagliari fin qui? Quanto crede nella salvezza? “La sfida l’ho accettata perché credo nella salvezza, non è stata una questione di soldi o contratto. Voglio portare qui la mia tipologia di lavoro ma soprattutto voglio mettere a disposizione la mia professionalità. Mentalmente credo di poter liberare questi ragazzi da alcune problematiche. La rosa del Cagliari e gli investimenti fatti fanno vedere i mezzi per salvarci. Ci sarà da fare un campionato con 15 finali e così dovremo affrontare la stagione gara dopo gara. Ma in allenamento ho visto dei ragazzi che vogliono ripartire. Non c’è molto da battere su modulo o aspetti tattici ma solo sul carattere ora“.

l’impresa salvezza al primo anno con la Spal, su cosa si lavora con una squadra in questa posizione?Pesa sempre l’aspetto della testa. Ho rivisto alcune gare e ho visto una squadra che sembrava giocare come con il freno a mano tirato. Ma non per colpa di Di Francesco che è un grande tecnico e che stimo e saluto. L’aspetto da curare ora sarà mentale, dobbiamo avere un approccio diverso di quello visto fino ad ora“.

Subito la sfida con il Crotone: cosa serve per la prima di queste 15 finali? “Mi ripeto serve una mentalità giusta, dobbiamo essere concentrati su tutti gli episodi. Sto preparando i ragazzi a quella malizia, quella conoscenza per preparare e affrontare la gara per 90 minuti, facendo gioco ma con equilibrio nelle due fasi“.

Focus sulla tattica: doppia punta e che spazio per Radja? Voglio dare poche indicazioni ma precise, come modulo continueremo sulla falsa riga di quello già visto nelle ultime settimane. Ci saranno le mie idee ma non credo alle rivoluzioni, ho una rosa di grande valore ma non credo che il posizionamento di un singolo giocatore possa cambiare il risultato finale. Ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ho chiesto loro di migliorarsi per questo cammino in salita“.

Si sente un normalizzatore?Non mi piace come etichetta ma mi auguro di riportare entusiasmo, voglio far esprimere al meglio tutti. Questo sì. Dobbiamo avere spirito di rivalsa, qualcuno può ritornare campione“.

Sui singoli: Nandez può fare anche il quinto nel 3-5-2, c’è uno alla Schiattarella alla Spal? Nahitan può giocare in più soluzioni, ha grande intelligenza e sto valutando vari aspetti. Vedremo da qui a sabato, quando avrò le idee più chiare.  Con i 5 cambi possiamo intervenire tanto anche a gara in corso ma mi auguro che questo non accada. Non c’è uno simile a Schiattarella, ho più giocatori di gamba. Lui ha fatto un altro tipo di percorso“.

I gol presi allo scadere hanno influito, c’è un problema in più? “Credo dipenda solo dall’attenzione. Ma voglio parlare di equilibrio, stiamo cercando di intervenire in questo senso. Per avere massima concentrazione nelle due fasi nei momenti cruciali della partita“.

Dopo tanto tempo subentri, proprio come con la Spal. Vedi analogie? Crotone a Ferrara fu un punto chiave? “Di Crotone mi ricordo il risultato finale, nel periodo forse più brutto alla Spal ma che poi ci ha dato grandi soddisfazioni. Il primo anno tutti ci davano per retrocessi a Ferrara, e forse qualcuno lo sta dicendo anche di questo Cagliari. E poi non è successo. Vogliamo ribaltare questo pronostico. Quello che ho ottenuto fin qui è stato grazie alla mia voglia di mettermi in discussione

A Ferrara due salvezze sull’unità del gruppo, pensi di trasmetterli anche qui? “Assolutamente sì, questa è la base. Non giochiamo solo per il Cagliari ma rappresentiamo una terra intera. Anche i giocatori devono sentirlo. Questa è una squadra con una storia particolare”

Un ricordo dell’esperienza da giocatore a Sorso?Quell’esperienza mi ha fatto conoscere una terra che non conoscevo e che mi ha fatto innamorare, e infatti giro la Sardegna ormai da tanti anni d’estate. Ma questo non lo dico per ruffianeria. Ora è capitata questa bella opportunità in una rosa di valore e non ci ho pensato due volte. Aver giocato qui alla Sardegna Arena e al Sant’Elia mi ha fatto conoscere anche quest’ambiente e faccio un appello in questo momento così complicato: dico ai tifosi di starci vicino per fare tutti insieme l’impresa. Infine, vogl

 

 

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