Walter Zenga durante la conferenza di presentazione

Cagliari, Zenga: “Sento la squadra già mia”

Sessant’anni festeggiati ad Asseminello per Walter Zenga intervenuto nel pomeriggio di Sky Sport 24 collegato proprio dal Centro Sportivo del Cagliari.

Il tecnico ha parlato della possibile ripresa: “Mi piacerebbe tornare a giocare perché si ritornerebbe a vivere: secondo me non ci sarebbero problemi ad assumersi la responsabilità di giocare in estate. La preparazione sarebbe diversa, perché parliamo di giocatori che sono fermi da 2-3 mesi, ma per me le soluzioni ci sono: in un campo di 110×65 i giocatori potrebbero allenarsi senza rischi. Sono in contatto con i miei calciatori, ma non li stresso: penso sia meglio gestiscano la propria vita in famiglia in un momento come questo.  Non posso entrare nel merito giuridico della questione su contratti e prestiti che scadono il 30 giugno, ma da sportivo posso dire che noi siamo a disposizione per terminare il campionato entro il 2 agosto. Ci saranno partite in pochi giorni e che i calciatori verranno da un periodo d’inattività e quindi sono soggetti a infortuni: non sarà semplice, ma la voglia non manca. Sono sicuro che tutte le task force e tutti i soggetti, abbiano preso in considerazione tutte le variabili come il fatto che un campo è largo e che i contatti possono essere limitati inizialmente in allenamento. Le docce magari possono essere fatte a casa, poi ci sono tanti accorgimenti: insomma se c’è la possibilità che un professionista possa andare a correre al parco, è meglio che lo faccia in un centro di allenamento”.

Sui riconoscimenti individuali: “Fa piacere essere riconosciuto dopo così tanti anni da tutti come un’icona. Mi ha fatto piacere ricevere tanti messaggi anche dai miei ex giocatori, significa che il mio lavoro è stato buono e riconosciuto e che ho lasciato qualcosa. Penso sia bello il fatto che io abbia molte amicizie nel mondo del calcio, non solo tra compagni di squadra ma anche avversari, come Paolo Maldini nonostante i tanti derby contro. Un mio erede? Sirigu che ho lanciato a Palermo e per somiglianza Perin. Nell’83 fare il titolare in una grande non era facile: i portieri di oggi invece è diverso, guardiamo Donnarumma che ha appena 20 anni ma lo consideriamo di un’altra categoria. Quando ero a Crotone mi ero segnato i nomi di Meret e Cragno perché mi avevano stupito del loro saper comandare in area. Buffon? Un esempio, arrivare a quell’età lì e mantenere una forma e una concentrazione per quei livelli è stupefacente”. 

Su Cagliari e la squadra: “C’è un po’ di  destino: oggi oltre al mio compleanno è anche il giorno de Sa Die de Sa Sardigna, ci sono cose che ritornano e coincidono. Ho allenato in Italia in Serie A solo in città di mare e in tutte e due le isole: ho allenato la squadra 5 giorni, ma sento già mia la squadra perché ho approfondito delle situazioni con i giocatori, parlato con Carli, presidente e il vice Canzi. Ho potuto approfondire molte cose in questo periodo di quarantena. Attenzione sulle palle inattive? Sì, li allenerà Gianni Vio, l’ho conosciuto nel 2005 quando lavoravo alla Stella Rossa e l’ho tolto dal lavoro in banca portandolo con me”.

L’Uomo Ragno è tornato sulla partita Crotone-Cagliari: “Penso sia il primo caso di errore del VAR, ci furono un sacco di occasioni non giudicate dall’arbitro. Poteva essere chiunque l’avversario del Crotone, fu un caso fosse il Cagliari: chiaro che in quel caso io abbia le difese della mia squadra. A Crotone ho passato un’annata che definire bellissima è dire poco, spero di rivederli presto in Serie A”.

Sulle gare contro l’Inter: “Affrontarli per me non è mai banale: alla prima volta in Inter-Catania riuscii a perdere la partita facendo tre gol a San Siro, Zanetti mi regalò la maglia celebrativa e poi c’era Mourinho in panchina. Poi ho perso 5-3 col Palermo dove avevamo sfiorato la rimonta, infine col Crotone fu un’emozione grandissima perché riuscimmo a pareggiare, sfiorando anche la vittoria”.

Sull’utilizzo dei giovani: “Per me l’età è poco più di un numero: se uno è bravo lo lancio e gioca. Ho lanciato a Venezia Zennaro ma anche Vicario, poi Segre e anche Mandragora al Crotone”.

 

 

 

 

 

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