Carli: “Nainggolan resta? Ora non se ne può parlare”

Il direttore sportivo del Cagliari Marcello Carli è intervenuto nel pomeriggio di Sky Sport 24 nella finestra dedicata a “Il calciomercato che verrà”.

Sul calciomercato del futuro: “Il mercato negli ultimi due o tre anni era cresciuto a livello esponenziale nella parte dei costi. Con questo blocco totale è difficile capire cosa si dovrà fare: avrà forza chi non dovrà vendere per necessità. Possibilità di svalutazione? Abbiamo un mercato in cui se si muove una squadra importante per un giocatore importante il valore lo saprà tirare fuori, mentre il problema è per quei giocatori di fascia media. Il problema è che è sbagliato completamente andare sopra le righe, il problema è diminuire la gestione e il monte ingaggi: se riusciamo a tenerlo vivo, il mercato sarà interessante”. 

Su Radja Nainggolan: “Questo è un discorso che va fuori gli schemi: eravamo convinti che i soldi spesi per Nainggolan sarebbero serviti da vetrina per gli altri e recuperare così i soldi spesi per Radja dalla crescita di altri giocatori. Il problema è per i giocatori medi, per i quali diventeranno difficilmente sostenibili stipendi da 1 milione e mezzo di euro. Tenerlo? Parlarne ora non ha senso, ha due anni di contratto con l’Inter”. 

Sui prestiti e i contratti in scadenza a giugno 2020: “Siamo stati troppo leggeri su questo argomento, deve esserci una norma che tuteli tutti. Se ci fosse una regola che ci dice che un giocatore può rimanere fino a fine campionato, sarebbe tutto più semplice. Sulla scadenza del contratto di giocatore di proprietà il discorso è diverso. Penso diventerà una questione personale, io ho piena fiducia nei ragazzi”.

Su Zenga: “Noi abbiamo un discorso particolare: cambiare allenatore è stata una situazione difficile, avevo un rapporto speciale con Rolando. Walter ha una straordinaria possibilità davanti a sé: se fa bene le prossime 13 partite, il problema dell’allenatore il Cagliari non ce l’ha. Vedo una persona motivata e con entusiasmo, credo che sarà lui anche per la prossima stagione il nostro allenatore”.

Sulla sinergia con l’Olbia: “Secondo me è una cosa molto giusta. La nostra squadra ha come caratteristica quella di rappresentare un’intera isola e l’idea del Cagliari era quella di collegare in modo forte una realtà al Nord della Sardegna. Rappresenta una grande possibilità per crescere a livello di settore giovanile, insieme al lavoro dell’Academy diretta da Bernardo Mereu: la Primavera è seconda in classifica dietro l’Atalanta, per noi è un orgoglio incredibile”.

Sulla durata del mercato: “Credo che sia meglio un mercato fatto mentre non si gioca, e che la soluzione ideale era quella di quando si faceva il mercato a luglio e a novembre. A volte fare mercato a gennaio, con giocatori che non hanno giocato quasi mai all’inizio, non è facile: tecnicamente prima era più intelligente. Spero in un mercato che duri circa un mese”.

Sulla ripresa: “Andiamo a fare 13 partite dopo due mesi in cui i giocatori hanno passato, come tutti, molto tempo sul divano e lo faremo ogni tre giorni. Ho una visione molto corta, ovvero pensare allenamento dopo allenamento: questo è l’inizio di un nuovo campionato, dove può succedere di tutto. Bisogna comunque essere positivi, giocare con gioia e soddisfazione. Fare il massimo di quello che si può fare, tutti si sono comportati in modo straordinario rinunciando anche a una mensilità e dando la possibilità di rientrare anche ai dipendenti”.

 

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