Cellino: “Giulini più bello, beato lui…”

E’ un fiume in piena Massimo Cellino in tribunale a Cagliari per il processo sullo stadio Is Arenas di Quartu Sant’Elena.

“Senza spendere 70 mila euro di recinzione avremmo speso 700 mila euro a partita”. Così l’ex presidente del Cagliari, oggi a Brescia, ai cronisti presenti in tribunale a Cagliari, dove è imputato assieme all’ex sindaco di Quartu Sant’Elena Mauro Contini (“Un amico, il mio rapporto con lui portava altri a farci pagare tutto”, dice Cellino) per quanto riguarda la vicenda sullo stadio Is Arenas.

“Un bagno di sangue – ricorda Cellino sull’avventura del 2012, una telenovela rossoblù che lo vide anche finire in carcere – Ci fu una valutazione anti-economica, un eccesso di ottimismo, si trasformò in una bufala, una tragedia, a causa del voler sempre pensare male di tutto e tutti. Io credo che gli errori giudiziari esistano, questo è un esempio, a volte sarebbe meglio ammettere l’errore ed evitare di far spendere tanti soldi allo stato”, commenta il solito vulcanico Cellino.

Il patron del Brescia, che spera di tornare in Serie A con le Rondinelle (“Fatemi fare gli scongiuri – dice col sorriso – spero di ritrovare il Cagliari in Serie A e sfidarlo, così i tifosi fanno pace visto che si son picchiati l’ultima volta nel 2017), fa una puntata anche sull’attualità. “Quello di oggi, la Sardegna Arena, è lo stesso stadio Is Arenas smontato e rimontato nei parcheggi, solo che allora non era smontabile… Forse Giulini è più bello e alto di me, beato lui. Fanno bene a fargli fare lo stadio, perché il Cagliari non è né suo né mio, ma dei sardi”.

La chiosa è malinconica ma sempre pungente. “Ho lasciato la Sardegna perché ormai c’erano e ci torno solo per cose negative e dolorose – dice – Ero arrivato al punto in cui era il Cagliari, i miei giocatori, i miei ragazzi, a difendermi ed evitarmi una gogna. Forse pago il mio carattere sparagnino. Il Cagliari l’ho regalato, fossi stato io il presidente ora si giocherebbe a Trieste. L’importante è che Giulini tenga in A il Cagliari, tratti bene i tifosi… Non c’erano molti disposti a comprarlo”.