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Ciclismo, Fabio Aru riparte dai Paesi Baschi

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Dopo una ventina di giorni lontano dalle gare e un periodo di altura al Teide, Fabio Aru è pronto per attaccare di nuovo il numero sulla schiena per prendere il via alla 61ª edizione del Giro dei Paesi Baschi, corse a tappe di sette giorni che vedrà al via un parco partenti molto interessante a cominciare dagli ultimi tre  vincitori dei grandi giri Tadej Pogaçar, Geoghegan Hart e Primoz Roglic.

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È dal 14 marzo che il Cavaliere dei Quattro Mori non partecipa a una gara; l’ultima corsa disputata è stata la forsennata tappa di chiusura della Parigi-Nizza che l’ha visto chiudere leggermente staccato dal gruppo principale del vincitore Schachmann (anche lui al via di Bilbao). Da allora il villacidrese ha svolto un periodo di altura al Teide con alcuni compagni e avuto un po’ di riposo, prima di rituffarsi in una corsa: all’ Itzulia (così chiamano i baschi la loro corsa) il sardo troverà sei difficili tappe. Mai banali le frazioni della corsa che proporranno ben poca pianura: si inizierà a Pasquetta con la cronometro di Bilbao di 14 km (due le rampette con una che tocca il 10% di pendenza) e poi la Zalla-Sestao di 154 km con diversi colli e la rampa finale che farà da trampolino di lancio per gli scattisti. La terza sarà una delle tappe più difficili con l’Amurrio-Ermualde di 167 km con diverse difficoltà altimetriche tra cui la Santa del Yermo con punte di 15% di pendenza. Altre montagne nella frazione di VItoria-Gasteiz (da scalare l’Erlaitz 4 km durissimi) e poi la conclusione con la tappa in teoria “più facile” di Ondarroa e successivamente a Eibar con l’ormai celebre Usartza nel finale.

Sei giorni durissimi che diranno di più sulle condizioni di Aru che sarà accompagnato dai compagni Bennett, gli australiani Sunderland e Clarke, gli svizzeri Frankiny e Schmid e l’olandese Lindeman. Iscritti di ottima fattura al Giro dei Paesi Baschi: oltre ai già citati Roglic, Hart, Schachmann e Pogaçar, ci saranno Martin, McNulty, Fuglsang, Chaves, Mas, Valverde, Mollema, Carthy, Higuita, Yates, Carapaz e il padrone di casa Landa.

Matteo Porcu

TAG:  Fabio Aru
 
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