Caos sulla continuità territoriale aerea

Dopo l’accordo sulla proroga della continuità territoriale, Air Italy fa saltare tutto di fronte all’intenzione di Alitalia di volare senza compensazioni.

Giovedì era stato firmato dal ministro ai Trasporti, Danilo Toninelli, e dal governatore della Sardegna Christian Solinas l’accordo che per un anno (dal 17 aprile prossimo) avrebbe continuato a prevedere due diversi regimi salvaguardando il diritto alla mobilità.

Alitalia avrebbe continuato a volare sulle tratte Cagliari-Milano Linate, Cagliari-Roma Fiumicino, Alghero-Milano Linate, Alghero-Fiumicino, continuando a percepire (come nel bando in scadenza) oneri di servizio dalla Regione. Air Italy, invece, avrebbe dovuto viaggiare sugli scali milanese e romano da Olbia, senza percepire oneri di servizio (come accettato il 12 marzo scorso). Si era deciso così di rinnovare il vecchio bando – per evitare contestazioni da Bruxelles -, senza dare seguito alla gara vinta da Alitalia ad ottobre, e finita nel mirino di Ryanair attraverso un ricorso, poiché compagnia irlandese aveva puntato il dito contro l’eccesso di voli garantiti verso Fiumicino e Linate dietro il pagamento di compensazioni pubbliche, “tali da falsare la libera concorrenza”.

Nel tavolo del 26 marzo scorso, Solinas aveva proposto alla Unione Europea di scrivere un nuovo bando con tariffe agevolate anche su altri scali (Torino, Verona, Bologna, Napoli, Firenze, Catania). Air Italy parla di “forte ambiguità” sull’accordo firmato nelle scorse ore, e di “inaccettabile svantaggio competitivo” per Air Italy nei confronti di Alitalia “avendo Alitalia già venduto migliaia di biglietti per la stagione estiva. Non solo: ha iniziato le vendite prima dell’aggiudicazione definitiva e continuando a vendere anche dopo la dichiarazione del 12 marzo, con cui Air Italy accettava di operare senza compensazione”.

“Grazie a questa soluzione – continua Alitalia commentando l’accordo di giovedì a Roma – centinaia di nostri dipendenti, migliaia di famiglie a Olbia e moltissimi viaggiatori sono rimasti completamente all’oscuro rispetto a quanto accadrà sulla nuova continuità Territoriale fra soli cinque giorni. Estendendo la vecchia continuità per Cagliari e Alghero, e non per Olbia – si legge – , si crea uno squilibrio ridicolo, in particolare rispetto alla diversa politica tariffaria: dal 17 aprile ci sarà la tariffa unica su Alghero, mentre su Olbia varrà dal doppio al triplo della tariffa residenti. Alitalia sarà sia ad Alghero, sia ad Olbia, potrà servire sia i passeggeri con alta capacità di spesa su Olbia e indirizzare, in alternativa, gli altri su Alghero”.

Air Italy ricorda di aver deciso di volare senza oneri di servizi da Olbia verso Fiumicino e Linate per “per proteggere il proprio personale, formato da oltre 500 persone, e l’investimento fatto negli ultimi cinquant’anni al servizio della Sardegna”. Quindi la posizione finale: “Cercheremo di incontrare la Regione Sardegna e il ministero per avere indicazioni e supporto su come affrontare le conseguenze che indubbiamente deriveranno da quanto deciso oggi”.

Settimo Nizzi (sindaco di Olbia): “Chiediamo, come cittadini olbiesi e come sardi, che si faccia tutto il possibile affinché Alitalia rinunci all’intendimento di volare senza oneri da Olbia. Non possiamo in alcun modo permetterci di perdere Air Italy, ma soprattutto di perdere un notevole numero di lavoratori sardi che qui vivono e lavorano con le loro famiglie. Condividiamo – scrive Nizzi – la preoccupazione su questo tema fondamentale per il nostro territorio e, nello specifico, per la città di Olbia, dove opera l’azienda che oggi si chiama Air Italy, ma che nei quasi sessant’anni di attività nell’isola è passata per Meridiana e prima ancora per Alisarda. Si tratta di un pezzo di storia per la nostra Regione ed in particolare per la nostra città e per il nostro territorio, dove la Compagnia opera da così tanti anni, garantendo non solo un importante servizio per quanto concerne i trasporti, ma anche lavoro per moltissime famiglie. Dopo questa iniziativa, ancora più lodevole perché realizzata senza nessun tipo di supporto esterno, ma con il solo autonomo sforzo della stessa compagnia, adesso rischia di subire la forte concorrenza di Alitalia, un’altra società privata alla quale lo Stato ha già dato circa un miliardo di fondi pubblici”.

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