Coronavirus: consiglio FIGC, gli scenari per la Serie A

Nel consiglio straordinario la FIGC ha confermato quello che un po’ tutti si aspettavano dopo la presa di posizione del CONI: campionato sospeso fino al 3 aprile.

Scadenza al 31 maggio

Uno scenario prevedibile ma che allunga diversi dubbi sul futuro della Serie A 2019-20. Tanti i temi affrontati nella riunione durata poco più di due ore. Su tutti quello che interessa al momento di più i tifosi: come e quando finirà il campionato? Non ci sono certezze. Ma la FIGC ha deciso di valutare un possibile slittamento delle varie giornate fino al 31 maggio. Che dunque diventa la data di fine della Serie A qualora le partite riprendessero a svolgersi regolarmente o a porte chiuse dopo il 3 aprile. Uno scenario però che data l’emergenza coronavirus resta in bilico.

Ipotesi alternative

Se i casi di contagio e l’emergenza sanitaria non dovesse arrestarsi entro poche settimane il presidente Gabriele Gravina ha valutato delle ipotesi alternative per la conclusione della stagione. La strada più drastica prevede la non assegnazione del titolo e l’individuazione, tramite l’attuale classifica, delle squadre qualificate alle prossime competizioni Uefa. La seconda via porta alla conclusione della Serie A con la classifica attuale, un’idea però che non è apprezzata da molti club e che anche nel Consiglio Federale ha ricevuto diversi pareri contrari. La terza ed ultima ipotesi è quella di far disputare dei playoff per lo scudetto e dei playout per la zona retrocessione.

Competizioni europee e calciatori

Per ora si continueranno a giocare le competizioni internazionali in Italia. Nel corso della riunione Gravina ha anche chiamato il numero uno della UEFA Ceferin. Nessun problema quindi per Inter-Getafe e Roma-Siviglia. Anche se resta da capire come le squadre italiane raggiungeranno la Spagna dato il blocco aereo degli iberici ai voli dal nostro Paese. Intanto l’amichevole Italia-Germania si giocherà il 31 marzo ma a porte chiuse e a Norimberga. Tra gli altri temi discussi anche la richiesta del mondo del calcio di detassazione e differimento dei pagamenti delle imposte, come accade per altre aziende, e infine il nodo calciatori. L’AIC ha ribadito la volontà di sospendere ogni allenamento, sospinta da un forte numero di giocatori che non vogliono continuare le attività durante l’emergenza per non rischiare di contrarre il virus. In attesa di nuove decisioni quindi potrebbero essere i giocatori a far saltare nuovamente il banco con uno sciopero?

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