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Simone Pinna con la maglia del Cos

Cos, Pinna: “Non ho avuto dubbi sulla scelta. Con il Sorrento daremo tutto”

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Il terzino destro della Costa Orientale Sarda, Simone Pinna, è intervenuto, insieme al compagno di squadra Aniello De Luca, durante la nostra rubrica settimanale Il Giovedì di 131, dedicata alle squadre sarde del girone G della Serie D. Queste le sue parole.

Come sono state le tue prime settimane con la Costa Orientale Sarda?

“Sicuramente sono state settimane incoraggianti, abbiamo fatto discreti risultati. Io ho avuto la possibilità di giocare, di prendere un po’ di ritmo, considerato che non giocavo da un bel pezzo. Diciamo che ho provato a dare una mano ai miei compagni. È un gruppo nuovo, diversi giocatori li conoscevo già dai tempi del Cagliari e dai tempi della Natzionale Sarda, quindi diciamo che gran parte della squadra la conoscevo già. Sono contento, quest’aria mi ha fatto bene, è un gruppo sano, sereno, dove si lavora per migliorare questa classifica che non rispecchia né il valore della rosa né le prestazioni riportate in campo. Io parlo da quando sono arrivato e penso che non abbiamo mai meritato di perdere nessuna delle partite sia per atteggiamento sia per prestazione. Poi gli episodi determinano le partite, però è un percorso che stiamo intraprendendo con fama, cattiveria e voglia di tirarci fuori da questa situazione deficitaria”.

Sei arrivato al Cos dopo anni tra A, B e C. Sei quasi una “chioccia” dentro a questo gruppo nonostante tu abbia solo 25 anni

“Per quanto sia giovane, provo a dare l’esempio, a dispensare qualche consiglio – per quanto mi riguarda – per il mio ruolo, per il mio atteggiamento, per le caratteristiche però ci sono molti giocatori più esperti, più grandi di me e quindi diciamo che anche io prendo esempio da Moi, da Mancosu, da Nurchi, quindi c’è sempre da crescere e da imparare”.

Sei sceso di categoria e hai deciso di sposare il progetto Cos. Descrivici questa scelta

“Diciamo che è stata una decisione maturata veramente in poco tempo perchè comunque ero fermo da poco pià di un mese. Ho avuto una rescissione con l’Olbia per determinati motivi: di giovani, di politica societaria. Ritrovandomi comunque svincolato, a mercato concluso e con le squadre tutte pronte, siccome avevo la necessità di vivere preparando una partita, un campionato e comunque non sono mai stato abituato a stare fermo. Quindi, conoscendo il mister, il direttore, la rosa comunque forte, attrezzata, con molti giocatori che conoscevo, diciamo che non c’è stato un tentennamento. Ho provato a mettere in piedi la trattativa e con il mister e il direttore c’è stato un chiaro cenno d’intesa. Poi, avendo un bimbo da poco, è stata una scelta “di vita” perchè andare fuori magari in un’altra di D per portarmi via bagagli e bagaglietti non era pensabile in questo momento. La squadra è assolutamente ai livelli di Serie C perchè i nomi parlano da soli”.

Che Serie D hai trovato dal tuo arrivo alla Costa Orientale Sarda?

“Io l’ho già fatta a Olbia al primo anno e devo dire che mi sembra più competitiva, più equilibrata e infatti la classifica parla perchè, oltre quelle 2-3 che comunque hanno avuto un avvio sprint, le altre sono tutte lì, ci sono 6 punti tra i playoff e i playout, quindi non penso sia un caso. Sono squadre molto fastidiose, tignose, che non ti regalano mai niente, quindi la partita va vinta sugli episodi, sulle furbizie, sulla qualità che abbiamo dimostrato”.

Che gioia è stata per te diventare padre? È difficile abbinare allenamenti e famiglia?

“È una gioia immensa, indescrivibile. Fino a quando non la provi, non puoi mai realizzarlo. Rientrare dopo un allenamento intenso e comunque dovergli stare dietro è pesante però viene ripagato tutto quando ti guarda e ti sorride, quindi è un privilegio poterlo fare e non un lavoro”.

Nelle ultime 5 partite avete avuto un rendimento quasi da playoff. È scattato qualcosa nello spogliatoio dopo un inizio difficile di stagione?

“Sì, penso che si sia visto. Abbiamo trovato un modulo che ci fa essere più solidi, più tranquilli, ci dà delle certezze e da lì poi, quando hai delle certezze, hai la possibilità di venire fuori a livello qualitativo. A parità di qualità, però, abbiamo capito che bisogna andare il doppio degli avversari, bisogna avere più cattiveria, bisogna essere più incisivi, bisogna essere cinici. Quando si arriva lì davanti bisogna fare gol senza prenderlo”.

Parliamo del prossimo avversario del Cos, ovvero la capolista Sorrento. Può essere la prova di maturità per la tua squadra?

“I numeri parlano chiaro, loro sono lì davanti, quindi diciamo che sono la squadra da battere. Vengono in casa nostra, noi dobbiamo far valere che siamo in casa, che siamo lì sotto, vogliamo tirarci fuori. Dobbiamo prevalere su tutti i fronti senza girarci intorno”.

Sei cresciuto nel Cagliari. Ti aspettavi un inizio così in salita per il gruppo di Liverani? La rosa rossoblù ha secondo te margini di crescita?

“Erano partiti come squadra da battere anche loro. Diciamo che hanno avuto un rendimento al di sotto delle aspettative nonostante l’organico e parliamoci chiaro: dovrebbe stare tra le prime 3. La Serie B quest’anno ha un sacco di squadre forti, ben organizzate e che si sono consolidate in questi anni. Quindi non puoi pretendere di giocare con tutti e vincere perchè qualsiasi squadra ti fa la guerra e ha le armi per farti male e così si è dimostrato”.

Parliamo anche della Torres, che era interessata a te, e dell’Olbia, con cui hai già giocato. Ti aspettavi l’inizio positivo dei rossoblù e le tante difficoltà per i bianchi?

“La Torres ha mantenuto gran parte dell’organico e di certezze dell’anno scorso in D quindi il divario che c’è tra la D e la C non è così grande come può essere dalla B alla A o dalla C alla B. Molti giocatori che erano ottimi in D sono diventati giocatori normali in C o comunque che fanno il loro mestiere, quindi non c’è così tanta differenza mentre l’Olbia, come sappiamo tutti, adotta una politica sempre sui giovani, sempre di rinnovare la rosa, sempre comunque di avere nuovi innesti e spesso c’è il prezzo da pagare come alcuni giocatori che non sono pronti per la categoria o comunque che si faccia troppo peso sulle spalle di un Ragatzu, di un La Rosa, di un Emerson. Non è facile quindi avere i risultati che si sperano”.

La Redazione

 

 

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