“Defezioni? Non tutti sentono l’appartenenza”

Le parole di Bernardo Mereu a margine della conferenza stampa di presentazione di Sardegna-Corsica, amichevole in programma domani sera a Olbia.

Così mister Bernardo Mereu: “Giocare il nostro debutto internazionale contro la Corsica è stata una mossa molto intelligente per la FINS  – esordisce Mereu – perché ci avvicina all’Europa, con un’isola confinante e vicina a noi per storia e tradizione. Ci permette di misurarci sul piano calcistico con un avversario molto valido e allo stesso tempo è una partita dai grandi contenuti culturali. Questa Natzionale si prefigge di porre l’attenzione attraverso il calcio sulla nostra storia e cultura. Debuttare con la Corsica significa portare avanti un rapporto di fratellanza, ma non saremo la gallina che si scontra con l’aquila: la Corsica è una squadra esperta, conta diversi giocatori che hanno militato in Ligue1, l’uomo di punta è forse Remy Cabella. Per il debutto è stato scelto un avversario che avesse similitudini con la nostra regione, ma è una squadra molto tosta. Noi la affronteremo con energia e attenzione”.

Mereu si è poi tolto un piccolo sassolino dalla scarpa: “Il criterio per le convocazioni non ha privilegiato le categorie ma è stato caratterizzato dalla volontà di vestire questa maglia, abbiamo avuto alcune defezioni, alcune giustificate e altre no, magari in qualcuno non c’era un sentimento vivo di appartenenza. Quelli di oggi sono i migliori sotto tutti gli aspetti. A marzo nella prima partita di Nuoro siamo andati bene col rombo a centrocampo, valuteremo la soluzione migliore”.

Senso di appartenenza e orgoglio: Claudio Pani, capitano della Natzionale, non ha dubbi: “Da sardo è un sogno che si avvera. Avvero grande curiosità e aspettativa, noi vogliamo far conoscere la nostra isola – ha detto il centrocampista dello Sliema Wanderers –, i giocatori sardi li vedo meno privilegiati rispetto a quelli che provengono da altre zone d’Italia; il giocatore sardo viene visto sempre dopo o per farsi notare deve compiere miracoli. Nel gruppo ci sono calciatori giovani che meritano grandi palcoscenici, altri più grandi forse non hanno raccolto quanto meritavano. Spero questo sia l’inizio di un lungo cammino”. 

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