Edoardo Casalone | Foto Luigi Canu

Dinamo, Casalone: “La classifica? Siamo concentrati su noi stessi”

Capodanno di lavoro per la Dinamo Sassari che mette nel mirino la trasferta di Reggio Emilia di domenica 3 gennaio (ore 17:00): i biancoblù affronteranno l’UNA Hotels anche per guadagnarsi un biglietto per le Final Eight dell’ 11-14 febbraio del Forum di Milano.

Edoardo Casalone, uno degli assistant coach di Gianmarco Pozzecco, ha però sottolineato come la squadra non debba guardare solo alla classifica abbastanza corta del campionato: “Intanto è fondamentale giocare con la serenità e la voglia di tuffarci su ogni pallone, pronti a giocare possesso dopo possesso, consapevoli che fare i calcoli non porta a nulla, Abbiamo iniziato questo processo di crescita su tutti i giocatori, Marco lo ha iniziato tre anni fa, Burnell è il primo anno che sta lavorando in una determinata direzione. Vogliamo continuare con questo trend. Non diciamo che i risultati non ci interessano o non guardiamo la classifica, il terzo posto della settimana appena trascorsa ci gratifica del lavoro che stiamo facendo: la classifica al momento è estremamente corta ma ancora tra recuperi e partite che non si dovranno disputare diventa complicato fare i calcoli e ci vorrebbe un pallottoliere. Siamo molto concentrati su noi stessi e sui punti di forza degli avversari che man mano dovremo incontrare”.

Il vice del Poz ha poi messo nel mirino la sfida di campionato: “Incominciamo il 2021 su un campo difficile perché Reggio Emilia è una squadra ben allenata: Antimo Martino è un allenatore che ha fatto molto bene negli anni passati in Legadue e ha fatto benissimo lo scorso anno in una squadra anche complicata come la Fortitudo, al primo anno in serie A. Quest’anno si sta dimostrando un bravissimo allenatore della massima serie. Giochiamo contro una squadra che ha interpreti di primo livello, come Brandon Taylor che è un giocatore interessante  dal punto di vista balistico, penso a Frank Elegar; Reggio ha giocatori molto atletici, per cui andiamo a giocare contro una squadra che ha tra i punti di forza quello del rimbalzo offensivo, infatti sono terzi nella classifica del campionato per rimbalzi offensivi catturati e per percentuale di rimbalzi offensivi disponibili catturati. È una voce che ci preoccupa perché è un aspetto su cui stiamo lavorando, stiamo crescendo molto, ma che dovremo tenere sotto controllo durante la partita. Per quanto ci riguarda arriviamo con grande entusiasmo e carica, sappiamo cosa dobbiamo fare dentro il campo e lo abbiamo dimostrato durante le ultime partite di campionato, stiamo lavorando sui giusti binari. I ragazzi sono estremamente carichi come è giusto che sia, inseguiamo il sogno Final Eight e continuiamo a lavorare in quella direzione: andremo a Bologna a giocare contro Reggio Emilia con grande energia, grande carica come stiamo mettendo in campo nelle ultime uscite”.

Casalone ha commentato anche lo spazio lasciato a lui e Gerosa nelle fasi finali delle ultime due partite da Pozzecco: “Sicuramente è un onore e un onere, si sente grande responsabilità nei confronti di Gianmarco che ci delega e ci dà tutta questa fiducia durante la partita, e soprattutto dei ragazzi in campo che -come ha sottolineato il coach in questi giorni sui giornali- hanno grande attenzione e rispetto verso il nostro lavoro in termini di staff e sono assolutamente predisposti e ben disposti ad ascoltare quello che gli viene suggerito dalla panchina. In realtà cambia poco, alla fine siamo uno staff che lavora bene di squadra quindi il fatto che ci sia Gianmarco o meno in piedi davanti alla panchina i giocatori lo notano poco perché la panchina trasuda la sua energia. È stata una scelta che in queste partite sta funzionando, a me e Gerry fa immensamente piacere perché è un attestato di stima, il nostro compito è fare il meglio perché funzioni”.

In conclusione un auspicio per il 2021: “Il desiderio è che si possa tornare alla normalità: mi capita di sentire e leggere i tifosi e vedo che hanno l’estremo desiderio di tornare a vedere la Dinamo, e forse non immaginano quanto per noi – come Dinamo e come movimento pallacanestro- abbiamo veramente bisogno che loro ritornino al Palazzetto. Il nostro è un lavoro di emozioni, viviamo per queste, e sono quelle che ci vengono trasmesse sicuramente dal risultato, dalla palla che entra o meno all’interno del ferro, ma poi soprattutto sono quelle che ci trasmettono i tifosi che siano avversari o della propria squadra all’interno del palazzetto. Questa cosa che ci è stata negata praticamente per un anno intero, da marzo dell’anno scorso e purtroppo si presuppone che andrà ancora avanti, è qualcosa che non ci fa vivere le emozioni per cui abbiamo scelto di fare questo lavoro. Invece se devo tornare indietro non è facile trovare un solo momento del 2020, penso agli abbracci che ci siamo scambiati come staff: mi vengono in mente partite toste, come con Tenerife in casa dopo una grande rimonta, mi viene in mente a Pesaro la prima partita dove eravamo contenti perché arrivavamo da un periodo complicato per gli infortuni, covid etc. Un abbraccio con il presidente di una partita in trasferta della scorsa stagione, ma anche domenica l’abbraccio a fine partita con Poz: come dice lui i rapporti umani sono quelli che uno deve portarsi dietro più di un risultato, le vittorie restano scolpite nella memoria, ma alla fine quello che uno vuole portarsi dietro sono i rapporti umani, le sensazioni, i brividi”.

La Redazione

 
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