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Dinamo, Cavina: ” Brescia ha grande qualità, la difesa deve essere la base”

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La Dinamo riparte dopo la vittoria contro Treviso e una settimana di lavoro piena. Demis Cavina ha parlato in conferenza stampa in vista della partita contro Brescia di domenica sera, altra sfida con una diretta concorrente per i playoff.

Innanzitutto, due cose sulla squadra che come dicevo la scorsa settimana si è ritrovata a lavorare in una settimana tipo, cosa assai rara. Abbiamo lavorato sui dettagli offensivi e difensivi in vista della partita contro Brescia, ma soprattutto con l’idea di crescere. Avevamo bisogno di questo periodo per fissare alcuni concetti dopo tante partite ravvicinate e anche dopo tanti viaggi che hanno portato via tempo agli allenamenti fondamentali per una squadra nuova e in crescita come la nostra. Abbiamo avuto purtroppo alcuni acciacchi, dopo Massimo Chessa ieri si è fermato Jack Devecchi però devo dire che il resto del gruppo ha lavorato bene. Non è certo l’allenamento l’obiettivo finale, ma onestamente sono contento di questa settimana, ne avevamo bisogno.

Abbiamo due partite in casa e sono entrambe importantissime. Brescia è una delle squadre che vuole ambire al primo posto dopo le grandi. Quel quarto posto che fa gola a tante squadre, dietro le grandi il gruppo centrale è bello folto e Brescia è inserita in questo gruppo, per qualità della squadra e volontà loro. Ed effettivamente Brescia è una squadra di grande qualità, nuova e cha bisogno di crescere ma che può ruotare undici giocatori, atletica e che ha già dei punti di riferimento precisi in attacco. Ci stiamo preparando a una partita tosta e dovremo essere bravi, così come abbiamo fatto a Treviso, ad avere il giusto approccio in difesa perché Brescia è una squadra che stressa la difesa avversaria”.

Su difesa e blackout offensivi: “La difesa deve essere la base, la stampella su cui poggiarsi quando le cose non funzionano bene in attacco. Quando sento parlar di gioco vorrei capire cosa si intende. Perché penso che non abbiamo giocato bene qualche partita in attacco, però penso che la nostra sia una squadra che sta provando a giocare insieme, anche sbagliando. Anche a giochi rotti ci si sta affidando a quelle che sono le qualità dei giocatori. Però mi chiedo se quando sbagliamo le esecuzioni dei giochi dobbiamo consegnare la palla agli avversari e tornare in difesa. Quello dei blackout in attacco è un argomento importante, penso che per qualsiasi squadra con un progetto nuovo, tra settembre e ottobre, sia normale averli. Anche a Treviso abbiamo avuto delle situazioni di giochi rotti, risolta dalle qualità individuali e penso sia normale, e dovremmo essere contenti di avere dei giocatori che riescono a giocare a gioco rotto. Dobbiamo migliorare dal punto di vista della continuità, avere meno blackout.

Sulla parte offensiva non sono preoccupato, non ci porrei tanto il focus, ma lo metterei sulla continuità difensiva perché ti permette di avere una base. Se si è certi che la difesa sia continua e tosta come a Treviso, hai molte più possibilità di vincere le partite anche se non fai canestro in attacco. In questo periodo abbiamo qualche ragazzo che dal punto di vista offensivo non è nel proprio momento migliore ma si sta sbattendo in difesa e mi sto riferendo a Bendzius. Con lui domenica abbiamo fatto una scelta difensiva che ha pagato, ha giocato in un ruolo difensivo che non gli appartiene e ha fatto molto bene. Arriveranno momenti migliori, penso che Bendzius in un momento di appannamento offensivo stia dando tutto in difesa ed è questa la mentalità da seguire e stiamo cercando di farlo con tutta la squadra“.

Palle perse e livello della squadra: “I due numeri che guardo a livello statistico sono le palle perse e i rimbalzi offensivi concessi. Sono numeri veri, che ti aiutano in una lettura di una partita e ti aiutano materialmente nel mettere attenzione ai dettagli. Sul discorso delle palle perse non sono contento: è sinonimo di voglia di correre, di accelerare, di trasformare una buona difesa. Non accetto però i palloni persi per distrazione, per scarsa attenzione di quello che è il piano offensivo. Per quanto riguarda il gioco generale, le strozzature sono arrivate soprattutto nelle partite difficili, segno che la squadra probabilmente non era pronta ad affrontare certe partite e lo continuo a pensare. Abbiamo perso con Tenerife e Ludwigsburg, due partite giocate malissimo, non continue. Poi abbiamo visto che Tenerife ha vinto a Vitoria, e Ludwigsburg ha vinto contro l’Alba, due squadre di Eurolega. Noi in questo momento non siamo una squadra di Eurolega, quindi non una squadra che può esprimere un gioco per 40’ con squadre del genere. Siamo un gruppo che può competere con tutti, mettendoci il corpo e la concentrazione e per questo che sui concetti che dicevo prima mi sono arrabbiato. Perché la partita di Treviso e il secondo tempo contro Reggio sono state due partite di grande sostanza e potevamo ripetere quel tipo di prestazione in partite come quelle di Tenerife. A prescindere dall’avversario dobbiamo capire che possiamo avere una costante difensiva e in attacco dobbiamo cercare di perdere meno palloni perché sono importanti per il risultato finale“.

Su Bendzius: “Siamo ad ottobre e non mi piace comparare le stagioni. Bendzius non ha tirato in tutte le partite con il 60%. Ha avuto anche lo scorso anno dei periodi non positivi, veniva da una prestazione eccezionale e penso sia stato uno dei giocatori che ci ha fatto vincere la partita contro Reggio Emilia. È un giocatore di sistema e per questo risente del fatto che la palla non gira con una certa fluidità o non siamo in grado di eseguire i giochi con efficacia. Detto questo, vi assicuro che questa settimana abbiamo dovuto cambiare le retine perché passa più tempo qui a tirare che a fare altro. Sa bene anche lui se sbaglia un tiro aperto, con i piedi per terra, è un tiro sbagliato e arriverà il momento in cui farà canestro. È troppo presto per dare motivazioni tecniche e tattiche, in questo periodo c’è stato poco tempo per lavorare insieme. Non sono preoccupato, perché è un grande giocatore e ha l’esperienza per sollevarsi da questo periodo“.

Matteo Cardia

 

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