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Dinamo, Cavina: “La partita con Milano arriva nel momento giusto”

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Dopo le due sconfitte tra campionato e Champions League, la Dinamo prova a ripartire. Coach Demis Cavina ha presentato la gara di LBA contro l’Olimpia Milano, partendo però da un’analisi generale della situazione in casa Dinamo. Queste le sue parole:

Dopo appena sette giorni siamo con uno stato d’animo completamente diverso. Dopo la vittoria con Treviso avevamo grande esaltazione, ora avvertiamo una sensazione diversa. Prima di tutto d’arrabbiatura per l’esito delle due partite che abbiamo giocato. Voglio però fare una precisazione a livello personale: io sono lo stesso di dodici, tredici anni fa, in quei due anni fantastici per la Dinamo dove si era creata per la prima volta grande sinergia tra piazza e squadra. Anche a quei tempi ripetevo sempre le stesse cose: io vengo a parlare di pallacanestro, non so fare altro. Vedo nel miglioramento del gioco, della squadra e dei giocatori l’unica maniera – anche in questo nuovo progetto Dinamo di cui si è parlato poco – l’obiettivo, e l’unico modo per raggiungerlo è il lavoro. Se la squadra non gioca insieme non si ottengono i risultati. Per questo sono il primo consapevole che nelle due sconfitte con Brescia e Prometey la grande differenza con le altre partite è stata la continuità. Può sembrare noioso parlare di amalgama, di continuità ma è l’unica cosa che noi stiamo cercando in questo momento. Anche la squadra ha la stessa idea. Le sconfitte fanno parte del gioco, dipende sempre da che punto si parte. Dipende sempre dalla considerazione che si ha degli avversari, si deve sempre partire da un punto.

La Dinamo ha un nuovo corso. Certamente questa è una squadra che deve essere ancora denominata tale in tutti gli aspetti del gioco, che ha grandi margini di miglioramento, con tante scommesse, forse più che in altre stagioni. Soprattutto deve giocare con più continuità, perché il primo tempo con Prometey, il secondo tempo con Reggio e 38′ con Treviso sono stati minuti di grandissima qualità. Io sono onesto, posso aver vinto o perso un campionato, aver fatto tanti errori, ma mi riconosco tale: questa squadra deve ancora lavorare per essere una squadra, ma questo gruppo ha tantissime attenuanti, di cui però non vogliamo parlare. Noi vogliamo parlare dei risultati, della prossima partita. I primi ad essere arrabbiati siamo noi, stiamo lavorando per trovare questa continuità. Adesso che siamo quasi al completo avremo anche l’opportunità di cambiare, anche in termini di rotazioni. La nostra idea è quella che possiamo far meglio ma non permetto a nessuno di dire che non ci stiamo provando e vedo nell’arrabbiatura dei giocatori lo stesso sentimento. Abbiamo bisogno anche emotivamente di qualcosa di diverso e io sto cercando di lavorare in questa direzione. All’interno della squadra c’è grandissima compattezza. E le arrabbiature che sono successe, perché sotto di venti a Tenerife mi sono arrabbiato con un giocatore, sono dettate da una voglia matta di dare una continuità di risultati. Allenare giocatori che ha questo tipo di temperamento da più gusto. Il gruppo è compatto perché sappiamo dove dobbiamo andare. Mi ero già accorto nelle prime amichevoli che la strada sarebbe stata un po’ più lunga del previsto ma sappiamo che dobbiamo provare a crescere individualmente e di squadra“.

Sul playmaking:

“E’ un aspetto su cui stiamo lavorando. Non è solo il play che costruisce il gioco. Il nostro reparto delle guardie deve andare nella direzione della costruzione, cercando anche di trovare qualcosa di diverso da quello che sa fare. Battle non è stato presentato come playmaker, ma come uno che nel penultimo anno di Syracuse è stato utilizzo come playmaker. E’ una scommessa e la voglio vincere, stiamo lavorando per riuscirci. I piccoli sono quelli che hanno la palla più in mano, non voglio dare attenuanti ma l’unico modo per migliorare è lavorare in palestra. Stiamo ancora facendo troppe palle perse, con Prometey i break avversari sono arrivati da due palle perse nostre stupide, non forzate, perdendo il ritmo di quello che stavamo facendo. Io penso che una squadra come la nostra deve accettare gli errori e migliorare”.

Sulle difficoltà e sull’emotività:

La sconfitta è contemplata nello sport. però fa arrabbiare il come abbiamo perso. Con questo corso Dinamo è probabile che perderemo ancora. Dobbiamo capire che vinceremo le partite se giocheremo meglio. Sotto questo punto di vista la componente emotiva importante: quando alleni giocatori americani che hanno uno, due anni di esperienza alle spalle, è più probabile che in una situazione di difficoltà si perdano un attimo e quindi è necessario che coach e staff supporti questi giocatori. Le facce che abbiamo visto nel secondo tempo di Prometey non erano le facce del primo, le facce che abbiamo visto a Treviso non sono le stesse del secondo tempo di Brescia. Chiediamoci il perché e come possiamo aiutarli: certamente lavorando e dandogli fiducia. Sono le uniche cose che possiamo fare, perché noi abbiamo accettato questo progetto, abbiamo cercato e puntato su giocatori giovani. Ci sono dei giocatori che stanno crescendo tanto e dobbiamo farli con tutta la squadra. Io devo cercare di accelerare questo percorso di crescita“.

Milano prossima sfida:

Milano non ti da la possibilità di sbagliare. Sono contento di giocarci contro per questo, perché non potremo prescindere da un atteggiamento di continuità. Non voglio dare nessun’altra motivazione alla nostra prestazione se non sotto l’aspetto tecnico ed emotivo. Contro Milano puoi sbagliare ma non puoi continuare a farlo. Lavoreremo per questo, anche con dei cambiamenti, anche con una rotazione più lunga se arriverà qualche buona notizia dall’infermeria. Non dobbiamo perdere fiducia, abbiamo dimostrato che le cose le possiamo fare, dobbiamo essere più concreti e più continui. La partita di Milano arriva nel momento giusto, perché contro l’Olimpia non puoi sbagliare“.

Mese intenso:

“Senza troppe giustificazioni, nel mese di ottobre abbiamo viaggiato tanto. E’ una componente della Dinamo storica, non è solo quest’anno chiaramente ma ci siamo allenato poco e in pochi. Mi auguro di avere un numero di giocatori congruo per il lavoro che ci aspetta. I nostri allenamenti devono essere concentrati sull’obiettivo di trovare continuità. Avere delle settimane tipo ci aiuterà parecchio, ogni partita è importante e va vissuta nella propria unicità. Pensiamo a Milano, perché è una sfida storica per la piazza e per il basket italiano ed è una sfida importante per noi per cercare la continuità che vogliamo”.

Sull’ambiente:

Ho trovato un ambiente ambizioso, esigente, carico. Io non sono cambiato, certamente i successi hanno portato a un’asticella molto alta. Chi ha firmato qua lo sapeva. Non è importante quello che è stato nel passato ma lavorare nel presente e la Dinamo è sempre stata ambiziosa. Chi è qua sa che deve avere l’obiettivo di mantenere Sassari nelle posizioni che contano“.

La Redazione

 

 

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