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Dinamo, ecco Borra: “Qui per dimostrare che posso dare una mano alla squadra”

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In attesa di risolvere la questione Spissu, la Dinamo Sassari completa il reparto lunghi.  In maglia biancoblu arriva Jacopo Borra, centro torinese classe 1990, ultime quattro stagioni a Treviglio in Serie A2. Esperienza e centimetri – 215 – saranno a disposizione di coach Cavina, che potrà avere una carta in più sotto le plance, ancor più utile in vista della probabile assenza di Diop nella primissima parte di stagione. Un lungo partito con grandi prospettive fermate però dagli infortuni, soprattutto uno alla schiena subito nella stagione 2016-2017 a Imola. Uno spartiacque nella carriera che lo ha riportato a Treviglio, dove ha trovato l’ambiente ideale per riprendersi. L’ultima stagione è stata positiva con 10.9 punti di media e 8.2 rimbalzi a partita, numeri che gli sono valsi la chiamata al primo piano del basket nazionale.

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Il nuovo lungo della formazione sassarese è stato intervistato da Paolo Citrini su Dinamo Tv. Queste le sue parole:

Cercavo da anni un’occasione come questa. Non vedo l’ora di iniziare perché ho sempre voluto competere al miglior livello possibile. In un lungo la parte fisica è molto importante. Sto meglio adesso che quando avevo 24, 25 anni. Dopo l’infortunio alla schiena ho avuto più cura del mio fisico, perché dopo quell’esperienza ho inserito esercizi nella mia routine di allenamento che mi hanno aiutato sia a livello fisico che come giocatore.

Io ho 31 anni ma mi sento ancora con molto potenziale da sbloccare, anche perché a così alti livelli non ho mai potuto competere. Penso e spero di poter crescere durante l’anno, di poter imparare da giocatori di livello ma anche di dare il mio apporto alla causa perché sono pronto per certi palcoscenici.

Sugli obiettivi personali, sulla Dinamo e coach Cavina:

Fisicamente ho lavorato tutta l’estate, penso che la stazza per l’A1 ci sia. Devo essere bravo a chiudere al ferro in attacco ed essere tempestivo negli aiuti usando il mio corpo in area. All’inizio mi focalizzerò sugli obiettivi più semplici.

Da fuori ho sempre visto la Dinamo come una società blasonata, molto rispettata. Una delle migliori società, una delle più riconosciute anche all’estero. Appena è arrivata la chiamata non ci ho pensato un secondo a dire di sì. È il momento per me di dimostrare che posso dare una mano alla squadra. Ringrazio tanto per questa opportunità il coach, la società e il mio agente che mi ha consentito di arrivare qui. Con coach Cavina ci sono state mille battaglie, lui ha allenato e io ho giocato tanti anni in A2. Penso ci sia stima reciproca e che lavoreremo benissimo insieme.

Matteo Cardia

 

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