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Dinamo, l’entusiasmo di Cavina: “Vogliamo farci trovare pronti, c’è grande voglia”

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Roster completato e ultimi giorni di riposo per coach Demis Cavina che è ormai pronto a tornare in campo da allenatore della Dinamo Sassari. Intervistato da Paolo Citrini su Dinamo Tv, il nuovo allenatore biancoblù ha parlato di come è stata formata la squadra e delle prossime tappe.

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Sulla costruzione della squadra

Prima di tutto ringrazio tutto lo staff che è già al lavoro, in particolare chi a Sassari sta lavorando già da un mese con i sei ragazzi che aggregheremo alla squadra. Abbiamo pensato ad avere un po’ più di atletismo in tutti i ruoli, anche più duttilità tecnico-tattica. Con giocatori che sanno fare più cose, in modo tale da avere una squadra sempre più lunga. In questo senso, anche la firma di giocatori più giovani, che devono crescere, è la formula per arrivare fino in fondo e avere un impatto fisico sul campionato.

Le opzioni nello spot di 1

Il ruolo del playmaker è ben coperto. Clemmons lo ha fatto negli ultimi anni con ottimi risultati, Battle lo ha fatto al college e dovrà prendere sicurezza perché ci può dare tante opzioni. Stefano Gentile lo può fare benissimo, David Logan lo ha già fatto. A partire dal play abbiamo giocatori che possono ricoprire più ruoli ma non utilizzeremo questa carta per adattarci agli avversari, proporremo noi diverse idee tattiche. Quando hai il doppio impegno, avere una squadra che si dimostri lunga può far sì che si dia fiducia a tutti.

L’attacco in transizione

La velocità con cui ci si trasferisce in attacco è un mio pallino. Riproporremo fin da subito questo tipo di transizione, per farlo però c’è bisogno dei giocatori che abbiano il giusto atletismo, che abbiano la voglia di recuperare palloni e di correre ad ogni possesso. Bisognerà poi vedere in campo come si unirà e come crescerà la squadra.

La scelta dei giocatori

Prendo Mekowulu come esempio di come sono stati scelti i giocatori. Con Federico Pasquini volevamo giocatori affamati, con margine di crescita e a cui piace lavorare individualmente. La crescita individuale è la base per buoni risultati di squadra. Allo stesso modo possiamo parlare di Burnell, di Battle, ma anche di Treier. Questa voglia di migliorarsi deve essere il denominatore comune: Sassari ha già fatto negli anni passati progetti sui giocatori, non ultimo quello su Marco Spissu a cui va il nostro più grande in bocca al lupo. Diversi giocatori hanno usato Sassari per lanciarsi: quest’anno ne abbiamo forse più del passato e su queste motivazioni proveremo a costruire un gruppo solido.

L’addio di Spissu e la scelta di Clemmons

Marco Spissu aveva già espresso la volontà di guardarsi intorno a fine stagione. Si è concretizzato tutto quando il mercato lo ha deciso. Noi eravamo pronti e ci è capitato il giocatore che cercavamo, in grado di ricoprire più ruoli, di stazza e con un certo atletismo. Parlando con Anthony, anche lui mi ha fatto una grande impressione dal punto di vista umano, sa quello che vuole e dove vuole arrivare e per questo non c’è stato nessun problema a trovare un accordo. Non è una scommessa ma è un giocatore che crescerà, ne sono certo.

I cambiamenti negli anni

Se un allenatore, ma anche una persona, rimane la stessa nel tempo poi rischia di finire di fare ciò che fa. Il mio percorso è stato abbastanza lungo. Un allenatore deve sempre aggiornarsi e dal punto di vista umano deve capire quelli che sono i cambi generazionali. I giovani di oggi hanno bisogno di informazioni, di operare in maniera diversa rispetto a quella generazione di cui fa parte ad esempio Jack Devecchi, con cui ho parlato del tema. Il modo in cui si entra in palestra, in cui si approccia il quotidiano è cambiato e anche io ho fatto qualche step. L’importante è continuare a crescere, lavorare per crescere. Ho grande entusiasmo, non vedo l’ora di iniziare e questo gruppo è stato fondato su questo stesso spirito.

Si inizia prima

Iniziamo un po’ prima degli altri, questo periodo sarà molto importante per portare la squadra ad un atletismo che ci consenta di fare un certo tipo di basket fin da subito. Arriveranno anche gli americani, seppur con tempistiche diverse, avere la squadra in campo subito darà qualcosa in più. Vogliamo farci trovar pronti ai primi appuntamenti iniziali. Sento i giocatori quotidianamente e c’è tanta voglia di iniziare. Sappiamo che siamo un gruppo più giovane rispetto ad altri anni, dovremo anche dare il tempo di sbagliare ai ragazzi ma sono certo che si potrà passare sopra gli errori se volontà e intensità saranno quelle giuste dall’inizio.

Il campionato e l’importanza del pubblico

Il campionato italiano si è livellato, per la qualità delle neopromosse e per la forza delle più ambiziose. Sarà battaglia fin da subito. Ci aspetta un anno di grandi battaglie, sia in Italia che in Europa. Siamo consapevoli di questo e siamo pronti per iniziare. Non penso ci siano squadre di ultima fascia in Italia ma c’è un grande gruppo di squadre che hanno tutte un valore importante e per questo conteranno i dettagli. Una componente delle vittorie della Dinamo negli anni è stato il pubblico. Ho visto e vissuto partite in cui il pubblico aiutava a cambiare l’inerzia della partita. Mi auguro che il pubblico possa tornare e che si possa partire con più del 25% di capienza, sarebbe importante per noi e per tutto il movimento. Non vediamo l’ora di avere i tifosi al palazzetto, di sentirli. Con la gente al palazzetto sarebbe un’altra cosa.

Matteo Cardia

 

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