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Gianmarco Pozzecco | Foto Luigi Canu

Dinamo, Pozzecco: “Assenza Bendzius? Troviamo una nuova formula”

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Prosegue il tour de force della Dinamo Sassari: incassata la sconfitta in Champions contro Saragozza c’è subito il campionato per la sfida con Varese di sabato a cui seguirà quella di martedì in Repubblica Ceca contro il Nymburk.

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Gianmarco Pozzecco, grande ex della gara, si è focalizzato sull’assenza di Bendzius costretto alla resa così come accaduto martedì contro gli aragonesi: “Sono dispiaciuto di non poter soffermarmi sulla mia Varese ma sono focalizzato su un problema che ha colpito la squadra più specificatamente Bendzius. E sono focalizzato sulla risoluzione di questo problema: Benji è un potenziale Mvp di questo campionato e -al di là delle potenzialità e del talento che è sotto gli occhi di tutti- è evidente che la società e Federico abbiano indovinato un giocatore che per qualità tecniche e umane sta dando tantissimo a questo campionato. In più è da luglio che lavoriamo con un assetto di un certo tipo, è normale e logico che Bendzius rappresenti un tassello importante di questa squadra, essendo l’unico giocatore che abbiamo nel reparto lunghi con determinate caratteristiche, difficile da sostituire o addirittura insostituibile perché sono pochi i giocatori che possono aprire il campo come lui, con questa capacità di lettura e di passare la palla che lo rendono molto competitivo. Contemporaneamente dobbiamo continuare a lavorare sul recupero fisico e sull’inserimento di Ethan Happ, ma chiaramente dover lavorare su due giocatori che ricoprono lo stesso ruolo diventa complicato, anche perché il mio modo di allenare è molto semplice. Io sono convinto che il mio obiettivo deve essere quello di dare dei consigli e aiutare per far trovare ai ragazzi la formula ideale per giocare assieme, loro avevano ottimizzato tutto il loro potenziale in un contesto di squadra, quindi sono dispiaciuto che in questo periodo -spero il più breve possibile- debbano trovare un altro modo di stare in campo. Questo mi preoccupa e mi vede molto coinvolto, spero che la squadra abbia il tempo necessario per trovare un altro sistema di gioco o Benji rientri più velocemente possibile”. 

Una sfida non banale per il tecnico: “In questi casi dico sempre che se esistesse il pareggio sarebbe perfetto, ma purtroppo nella pallacanestro non esiste. Se potessi perdere lo farei solo per vedere felice Toto Bulgheroni ma lui sa quanto sia competitivo e aziendalista, perciò andremo per giocare la nostra partita. Ci sono squadre che vivono la negatività della pandemia e alcune sono state più colpite: credo che in assoluto Varese sia una di queste. Ha avuto un periodo storico in cui è stata falcidiata dalle positività e son stati costretti allo stop, prima d’ora non era mai successo così al massimo lavorare in emergenza ma mai con una intera squadra in quarantena. Nessuno aveva mai vissuto una situazione simile nel mondo dello sport. In più ci sono dei palazzetti che danno un vantaggio casalingo enorme, che danno alla squadra una spinta enorme: tra queste squadre come la nostra soffrono di giocare senza pubblico, questo vale anche per Varese, per Cantù e anche la Fortitudo per esempio”.

Contro Saragozza si è vista tanta zona: “Citerò Dodo Rusconi che sosteneva che la difesa a zona fosse la cartina di tornasole della coesione del gruppo e non si possa far fare a una squadra che non abbia un gruppo unito. Ecco penso che noi da questo punto di vista abbiamo un’identità precisa e la solidità per poterlo fare in modo efficace, i ragazzi la fanno molto bene e sono bravi ad aiutarsi nelle difficoltà. Per quanto riguarda le rotazioni noi abbiamo un budget che dobbiamo utilizzare sapientemente: non abbiamo quel budget che ci permetta di avere quei giocatori che sono performanti anche se sono in campo 15′, facciamo dei calcoli precisi insieme alla società e li portiamo avanti, non ci facciamo condizionare da niente e da nessuno”.

La Redazione

 

 

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