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Dinamo Sassari, Boccolini: “Orgogliosi di essere diventati un esempio”

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Sulla panchina della Dinamo Sassari, per la dodicesima stagione di fila, ci sarà ancora una volta Matteo Boccolini. Il preparatore atletico dei biancoblù ha parlato del suo rapporto con Sassari e della prossima stagione in una lunga intervista rilasciata a La Nuova Sardegna. Qui un estratto.

Sulla squadra

C’è molta continuità rispetto all’anno scorso, e questo vuol dire una buona base di conoscenza dei giocatori e con i giocatori, e di come vanno allenati. Un vantaggio per il preparatore? Vero, puoi fare un lavoro diverso, non solo di mantenimento ma anche di miglioramento. Anche perché c’è già un rapporto di fiducia. Con i nuovi ci sentiamo già da un mese, ho chiacchierato con i loro vecchi preparatori e in ritiro saremo già a un buon punto“.

Sul lavoro

Ogni anno fa storia a sé, ma mi piace molto che ormai da 11 stagioni la Dinamo ha sempre un rendimento altissimo per risultati e tenuta. È una costante quindi non è una questione di fortuna o un caso, siamo riusciti a creare una struttura che supporta al meglio i giocatori. C’è tanto merito della società e di chi da tanto sta a Sassari: dal presidente a Pasquini ai fisioterapisti. E mi ci metto anche io. Ma su tutto c’è un metodo che, vuoi o non vuoi, da undici anni paga“.

Sulla pre-season

Trovo giusta la scelta di fare una parte di preparazione all’estero, per avere anche un picco di stress per i giocatori. Confrontarsi fuori dalla Sardegna può darci un upgrade di qualità permettendoci di capire dove dover lavorare. E la programmazione è stata fatta bene, a Oristano avremo una buonissima struttura e i tornei sono di grande livello“.

Sugli elementi del programma di preparazione

Sabbia e mare sono elementi costanti, punti fermi del programma e sono felicissimo che quello che stiamo facendo ormai da anni ora lo stiano ripetendo molti altri. Siamo stati d’esempio e questo non riguarda solo Boccolini ma tutta la società. Non la classica preparazione ma nuovi elementi efficaci. È un motivo d’orgoglio. Il mio sarà campanilismo, ma in alcune cose in Italia a volte ci sottovalutiamo mentre la qualità dei nostri preparatori, ricercatori e scienziati sportivi è molto alta. Non c’è bisogno di cercare oltre confine quello che abbiamo già qui. Dovremmo essere un po’ più presuntuosi“.

Sulla possibile sorpresa del campionato

Chi sarà la sorpresa? Possiamo esserlo noi, come sempre. L’anno scorso nessuno ci dava come possibili semifinalisti. Ogni stagione Sassari lascia sempre il segno, una volta con il triplete, un’altra con le 21 vittorie di fila o con la Coppa Italia. Ogni anno siamo sempre una sorpresa per qualcosa, non è un caso che le statistiche dicano che negli ultimi dieci anni dopo Milano c’è la Dinamo“.

La Redazione

 

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