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Dinamo Sassari, parla Sardara: “Questo sarà il mio ultimo anno nel basket”

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Conferenza stampa di fine stagione per il presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara che ha incontrato i giornalisti nella Club House biancoblù.

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Rivivi la diretta testuale della conferenza stampa 

a cura dell’inviato Roberto Pinna

Finisce qui la conferenza stampa 

E se tornasse in futuro la passione? “Non c’è questo rischio”

Ha più ricevuto o più dato dalla Dinamo? “Questi conti non si fanno, io sono contento di quello fatto e ora passo la mano”.

Malcontento tra i tifosi, riguardo alla chiusura con il coach. Come lo vede? “Della situazione Pozzecco non parlo, abbiamo detto già abbastanza. Sassari è nella classe nobile del basket ma non è una nobile del basket. Sassari rappresenta un trampolino di lancio non un punto di arrivo. Noi dobbiamo prendere delle scommesse, quando presi Gianmarco io ricordo i musi lunghi. A noi servono persone che vogliono mettersi in gioco. Tutto avviene all’interno di certi scenari. Noi dobbiamo scommettere e prenderci dei rischi, questo ha un nome chiaro: professionismo. Io sono vaccinato da tre generazioni sassaresi, sono abituato alla politica dell’Impicca Babbu. Ogni decisione viene contestata? Giusto, ma parliamo di professionismo. I tesserati devono massimizzare i loro interessi. Se vogliamo fare una società di amici è un discorso diverso”.

Sassari parteciperà anche alle Coppe nell’ultimo anno? “Non cambia nulla, con i contratti dei giocatori non c’è problema. Dobbiamo smetterla di pensare che un’azienda sia nel bene dell’imprenditore. Se domani mi presentano il rinnovo di un giocatore per due anni io non dirò mai di no. Pensate alle multinazionali. Basta pensare che la gestione di un’impresa sia solo nella vision del suo amministratore”.

Se non trovassi acquirenti immediatamente disponibili a subentrare a Torino in A1, che ipotesi ci sarebbero? “La non iscrizione è la più percorribile. La cessione del titolo non lo so, è lì per far fare basket a una città che lo merita. Credo che qualcuno si farà avanti. Già rimanere in Lega 2 dopo una promozione sarebbe una bestemmia”

La scelta è dettata anche dal percorso del basket italiano, a livello di budget? “Ogni anno la proprietà firma un documento dove si impegna a che il club finisca la stagione. Questo significa che se perdo uno sponsor devo versare io la parte mancante. Una regola giusta per evitare passi più lunghi della gamba che abbiamo visto. Le regole sono giuste ma ora la Lega deve iniziare un percorso virtuoso dove i club devono essere gestiti come aziende. Quello che sta accadendo nel calcio è frutto di logiche che non hanno senso. Realtà che non stanno in piedi. Ogni società deve essere gestita come una azienda. Nella mia scelta dunque tutto questo non incide perché noi abbiamo fatto questo percorso dal 2011 non da l’anno scorso”.

E se non arrivasse nessuno a comprare la Dinamo? “Avremmo un problema. Per questo lo dico con un anno di anticipo ma mi stupirebbe. Non lascio una società da salvare che si trova sull’orlo del fallimento, anzi”

Torino verrà ceduta quest’anno o l’anno prossimo? “Al momento sono in corso delle trattative credibili, sia in A2 o in A1. Se sarà A1 ci sarà un altro proprietario altrimenti in A2 ci sarò ancora io”

Resterà nel mondo dello sport? “No, vorrei godermi di più la mia vita. Poi il futuro non lo so”.

La situazione Palazzetto può influenzare il passaggio di mano? Quale aspetto umano di questa avventura le mancherà di più? “Avere dei posti in più cambia l’economia di scala è quindi sarà solo un plus per chi subentrerà. Umanamente avrei lasciato tre anni fa, una parte importante dei tifosi hanno sempre fatto vedere il lato bello della Dinamo ed è per questo che ho continuato. Due anni fa mi consideravo arrivato ma poi ci ha pensato il Covid a rimandare. E non potevo lasciare la Dinamo l’anno scorso o oggi, sarebbe un disastro. Mi manda avanti ancora la passione”

La situazione Palazzetto influenza? “No, assolutamente. Ringrazio anzi l’amministrazione. Finalmente Sassari avrà un’Arena con i posti a sedere che merita. Senza Covid i lavori non si sarebbero potuto fare”.

Resterà a Torino? “No, non resto nel mondo della pallacanestro. Torino io l’ho presa come un impegno perché Torino meritava la Serie A. Stiamo facendo bene, deve essere gestita e deve essere parte del territorio”

Che ultimo anno aspettarsi? Il territorio ha pronto un “nuovo Stefano Sardara”? “Faremo un anno alla grande, l’obiettivo principale resta quello di portare in salute la Dinamo. Fa parte della nostra cultura. Quando l’ho presa io immaginavate questa solidità? Non credo. Nel territorio ci sono tanti Stefano Sardara. L’importante è avere passione. Io credo che il nostro territorio sia pronto. Abbiamo un budget da metà classifica ma stiamo ogni anno in alto, questo è il percorso da fare”

Il motivo principale per questa decisione? “Parliamo di legge di natura, è una vita logorante e complicata. Io ho fatto una scelta iniziale, gestire la società come un’azienda. Che vuol dire vivere la società h24. La Dinamo oggi è un’azienda gestita come azienda, per questo con il Covid qualche pezzo è saltato ma la barca ha continuato a navigare. Io sono anche amministratore di un’impresa e avrei anche una famiglia. Sono passati dieci anni. Io nell’ultimo anno ho trascurato alcuni ragazzi della società ma non posso farlo ancora. Non posso continuare ancora così per troppo tempo, non è umano lavorare così tanto”

Si è fatto avanti qualcuno per sostituirla? “No, ma faremo di tutto per agevolare il subentro. La guida della Dinamo è una staffetta. Stiamo rinnovando i contratti più importanti a livello di sponsor per dare solidità. La squadra resterà a Sassari non apriamo ad altri scenari”

L’intro del presidente Sardara: “Tracciamo le linee di una stagione complicata, lunga. Credo sia andata abbastanza bene viste le premesse dell’inizio, con tutti i piani alternativi studiati. Alla fine siamo arrivati alla conclusione dei campionati, con grande soddisfazione per la nostra femminile visto che partivamo da zero e con la compagine in carrozzina. Stiamo imparando strada facendo. Per quanto riguarda la maschile, abbiamo avuto un percorso entusiasmante, sono stranito che Bilan non sia stato l’MVP del campionato. Una stagione che ci ha portato a una conclusione con Venezia purtroppo non fortunatissima ma sono orgoglioso del lavoro fatto dai ragazzi. Lato società è stato un anno difficile, abbiamo avuto un disavanzo importante che abbiamo gestito. Sapete che è da un po’ che dico che il mio percorso si sta completando. Il mio obiettivo è riportare la società in salute come era prima del Covid. Voglio ringraziare tutta la società, sono contento dei risultati economici che abbiamo raggiunto anche quest’anno e il disavanzo credo che nella prossima stagione verrà completato. Questo sarà il mio ultimo anno da presidente, oggi inizia il mio ultimo giro. Ve lo avevo già anticipato, è arrivato al momento di cedere la mano. Spero ci sarà qualcuno con la mia stessa passione. Credo che qualcun altro più fresco debba prendere la società”

Inizia la conferenza stampa

10.15 – Tra circa 15 minuti il collegamento dalla Club House della Dinamo in Via Nenni

10:00 – Buongiorno amici di Centotrentuno, un saluto dalla Club House della Dinamo Sassari da dove vi riporteremo le parole del presidente della squadra sassarese Stefano Sardara, in diretta dalle 10.30.

 

Al bar dello sport

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