agenzia-garau-centotrentuno

Fresu e Sechi, le due facce di Sassari

Scopri il nostro canale su Telegramle-notizie-di-centotrentuno-su-telegram

Le diverse reazioni dei due numeri uno di Latte Dolce e Torres dopo il derby della Sassari calcistica.

Orgoglio. Questa la parola con cui il presidente del Latte Dolce, Roberto Fresu, inizia la sua analisi dopo il derby di Sassari vinto contro la Torres. La società di via Leoncavallo ha gettato la maschera e non vuole porsi limiti, puntando di fatto alla vittoria del campionato di Serie D o ai playoff. In una stagione clamorosa, dove un’altra sarda come il Lanusei sta facendo mirabilie.

Salvezza conquistata, e poi? “Vedremo – dice Fresu, che non pronuncia parole magiche – Abbiamo costruito una buona squadra, non ci poniamo limiti e vedremo alla fine dove saremo”. Il derby, definito “partita particolare”, ha mostrato un Latte Dolce poco bello ma molto cinico, ottenendo così “una vittoria meritata”, afferma Fresu a La Nuova Sardegna. La Torres – nelle parole del numero uno lattedolcino – “è una squadra diversa da quella del girone d’andata (perse 2-1 in campionato e 3-0 in Coppa, ndr), si vede la mano di Marco Sanna e l’infortunio di Demartis non è stato certo un episodio favorevole. Sono convinto che si salverà, come spero accada per tutte le sarde della Serie D”.

Già a caldo Fresu aveva parlato di “fame di calcio” per la città di Sassari. Le 2500 persone accorse al “Vanni Sanna” nella notturna di mercoledì lo confermano. “Un grande spettacolo, anche in tribuna. I nostri tifosi sono sempre più numerosi, la tifoseria organizzata della Curva Nord torresina è normale che sostenga solo i rossoblù, noi guardiamo a quello che stiamo facendo e al massimo storico raggiunto a livello di tifoseria”.

E sul tema spalti e tifoseria si esprime anche il presidente torresino Salvatore Sechi, il quale polemizza sull’accoglienza ricevuta nell’evento organizzato dal Latte Dolce, a suo dire in modo non perfetto. Nel mirino la situazione dei servizi igienici in Curva Nord, mercoledì sera. “Normalmente prevediamo noi con delle strutture mobili – dice Sechi a La Nuova Sardegna – ma mercoledì l’organizzazione della gara era a carico del Latte Dolce. Inconvenienti ci sono stati anche in tribuna. Alla Torres non sono stati riservati posti auto all’interno dello stadio e neanche una poltroncina nella tribuna centrale. Noi dirigenti abbiamo dovuto seguire la partita da una posizione molto defilata e al termine abbiamo avuto problemi anche a entrare negli spogliatoi per parlare coi ragazzi. Visto che si trattava di una sfida tutta sassarese mi sarei aspettato un po’ di attenzioni e di cortesia. Soprattutto verso i nostri tifosi. Mi auguro sia stata solo distrazione. I tifosi sassaresi sono tutti torresini – ha concluso Sechi – e l’altro ieri ne abbiamo avuto una conferma. Il pubblico è il nostro uomo in più e ci darà una grossa mano nella corsa salvezza”.

TAG:  Serie D