Giulini: “Chiudere le curve non è la soluzione”

Il presidente del Cagliari Tommaso Giulini è intervenuto a Radio Popolare in merito alla vicenda dei cori razzisti a Lukaku.

Concretamente possiamo cercare di sensibilizzare ulteriormente gli steward – ha detto il patron rossoblù, durante la trasmissione Tamarindoper segnalare i responsabili dei cori alla DIGOS e aiutarli a trovare delle prove: non è facile trovare questi individui con la tecnologia che ci serve negli stadi, che servono per eventuali risse o spaccio, per questo diventa difficile leggere i labiali. Per questo serve un intervento di steward e dei tifosi (che sono il 99,9%) per segnalare queste situazioni, altrimenti non riusciremo mai a buttare fuori dagli stadi questi imbecilli dagli stadi. Al Chelsea ci hanno messo 7 mesi per individuare i colpevoli di cori razzisti durante il match contro il Manchester, tramite un lavoro lunghissimo con le forze dell’ordine e dei tifosi che hanno testimoniato. Queste sono le uniche cose che possiamo fare. Combattere l’ignoranza è difficile, noi possiamo solo sensibilizzare, ma non dobbiamo farci prendere dallo sconforto. Questo fatto ci ha fatto provare una grande rabbia e frustrazione per tutte le iniziative che facciamo, come può essere la Scuola di Tifo. Siamo i primi a fare questa scuola e addirittura nell’ultima partita c’erano dei bambini che tifavano Inter. Cagliari non è affatto una città razzista, la Sardegna è una Terra di grande cultura e tradizione e mi dispiace tantissimo sia passata quest’immagine di noi anche all’estero: lo dice una persona che la frequenta da oltre trent’anni”. 

“Per quanto riguarda il nostro caso, stiamo parlando di uno stadio molto piccolo dove si sente tutto dal campo, col terreno a 7 metri dalle curve: c’è gente che preferisce gridare o ululare al posto di fischiare, ma tutto è talmente coperto dai fischi e dai rumori che tra noi in tribuna, la terna arbitrale o la procura, nessuno si è reso conto di questi venti deficienti che hanno fatto dei “buu”. Mi auguro che non ci siano squalifiche, non è la soluzione quella di chiudere le curve: come dicevo prima bisogna sensibilizzare gli steward. Non escludo comunque che qualcuno dei miei steward abbia visto o qualche telecamera abbia individuato chi ha ululato, poi è ovvio che sia difficile leggere il labiale. Però il sistema deve portare al fatto che, quando queste persone già individuate, si ripresenteranno al tornello per la partita successiva non verranno poi fatte entrare”. Poi sul merchandising Giulini anticipa: “Ci sarà un’altra maglia a sorpresa per il centenario”.

Sponsorizzati