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Godin: “Sento la responsabilità: voglio fare bene in Uruguay e a Cagliari”

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Impegnato con il suo Uruguay nelle complicate qualificazioni Mondiali a Qatar 2022 Diego Godin è intervenuto nella conferenza stampa prima della gara in casa del Brasile. Presenti anche noi, abbiamo chiesto al Faraone anche del momento difficile con il Cagliari. Di seguito parte dell’intervento del capitano della Celeste.

Record personale

Contro l’Argentina Godin ha raggiunto il traguardo delle 150 presenze in nazionale: “Ovviamente è un orgoglio, sono molto felice e onorato di arrivare a una cifra così importante con una maglia che per tutti noi ha un significato importante. Sono contento di poter dare tanto per il mio paese”. Il momento con la nazionale? “Arriviamo da una sconfitta contro l’Argentina e perdere fa sempre male, specie in un classico come quello contro gli argentini. Però abbiamo staccato dopo quella sconfitta e abbiamo lavorato bene, vogliamo rialzarci subito dopo gli errori tecnici e tattici fatti con l’Argentina. Sono sicuro che ci faremo trovare pronti con spirito combattivo contro un grande rivale come il Brasile. Non sono d’accordo con chi critica il momento dell’Uruguay, abbiamo avuto storicamente periodi molto più complicati anche durante le stesse qualificazioni al Mondiale. Credo che la sconfitta contro l’Argentina abbia restituito un’immagine peggiore di quello che siamo. Da tempo non giocavamo con questa intensità e questa voglia, e comunque al momento siamo ancora nelle posizioni di qualificazione diretta. Ora dipende tutto da noi, non c’è tempo per lamentarsi ma dobbiamo solo fare punti“. Tra il club e la nazionale Godin sta giocando sempre più lontano, per scelta tattica, dalla sua area di rigore: quanto influisce questo e a cosa bisogna prestare maggiore attenzione? “Questa è una tendenza perché devi tenere di più la palla e vuoi attaccare, questo è un buon segnale non un cattivo segnale. Prima si difendeva più bassi, ora con la selezione per i giocatori di qualità che abbiamo teniamo maggiormente palla nella metà campo offensiva. In questo caso devi stare molto attento alle marcature preventive, devi coprire sempre con un giocatore in più, perché i benefici che hai in attacco giocando alto, di cui non sono sempre d’accordo perché per me si possono creare occasioni anche stando leggermente più basso, portano anche a maggiori rischi per la difesa“.

Coates e lo Sporting

Di recente Sebastian Coates, esperto difensore dello Sporting Lisbona, ha parlato del piacere e dell’onore di giocare accanto a Diego Godin in nazionale, tanto da rilanciare il sogno di vederlo giocare anche con il suo club in Portogallo: “Seba è un grande giocatore e lo Sporting è un grande club che gioca per i titoli nazionali e la Champions League. Giocare con lui è un onore, sempre gioca bene, ha un rendimento molto regolare. Sono contento di quanto è cresciuto come leader anche ora che è capitano del suo club“. Ultimamente con l’Uruguay è tornato a giocare sia a tre come a quattro in difesa, come con il Cagliari, una scelta che comunque non influenza Godin: “Non c’è uno schema che mi fa sentire più comodo o meno comodo, sono decisioni tecniche. A volte va bene e altre volte meno, così è il calcio. Noi seguiamo le idee del Maestro (Tabarez ndr)“.

Momento a Cagliari

Presenti alla conferenza abbiamo chiesto a Godin la difficoltà, anche mentale, di lottare per un obiettivo come il Qatar con l’Uruguay dopo un inizio intenso e complicato con il Cagliari e quali pressioni sento per dover aiutare i giovani sia con la Celeste che con i rossoblù: “Sento più una responsabilità, allo stesso livello sia nel club che nella nazionale. L’obiettivo è sempre lo stesso fare bene. Ci sono sempre dei parallelismi tra un nazionale che lotta per un obiettivo importante come la Copa America o il Mondiale e una squadra che lotta per non retrocedere come il Cagliari. Devi essere innanzitutto pronto fisicamente e mentalmente in entrambi i casi. Così poi puoi aiutare, se non stai bene singolarmente non puoi aiutare. Per il mio modo di essere e il mio carattere mi piace e voglio aiutare i compagni per raggiungere gli obiettivi tanto nella nazionale come nel Cagliari“. Brasile ennesima sfida in poco tempo, come sta fisicamente Godin? “Stiamo attraversando un tour de force ma ora è il momento di dare tutto”.

Roberto Pinna

 

 

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