Joao Pedro al tiro

Joao Pedro: “Ripartire non sarà semplice, può succedere di tutto”

Il numero 10 del Cagliari Joao Pedro è stato ospitato nel pomeriggio da Sky Sport 24; ecco alcune delle sue dichiarazioni.

“È stato un periodo difficile, ma io me lo sono goduto in famiglia- ha esordito il giocatore rossoblù-. La stagione stava andando veramente bene a livello personale, ma fa parte del gioco avere un periodo buio. Ho fiducia nella ripartenza, ho tanta voglia di rientrare come tutti ma sappiamo che la situazione non è semplice: vogliamo ricominciare e finire la stagione con responsabilità. Lunedì abbiamo fatto i test risultati tutti negativi, la società si sta muovendo bene e con responsabilità per riprendere nel modo più giusto e senza avere problemi. Sarà un campionato diverso, siamo stati due mesi chiusi in casa e non sarà semplice: abbiamo un po’ di tempo per la preparazione, ma non ci saranno amichevoli e si giocherà ogni tre giorni. Rimettersi in moto non sarà semplice, può succedere di tutto. Un po’ di paura c’è sempre, ma la voglia di riprendere è tanta: vogliamo rigiocare nonostante tutte le difficoltà che ci saranno, dovremo essere responsabili in modo da pensare solo a giocare. Dobbiamo valutare ogni opzione possibile per scegliere la migliore in modo che possiamo rivedere le partite senza pensieri e preoccupazioni; spero che la Bundesliga possa essere un esempio”.

Sul Cagliari: “Non ho perso la speranza di arrivare ai vertici, mi aspettavo tanto da me da giovane, ma ripensare a quello che ho fatto mi ha dato la forza: questa annata l’ho programmata sin dal primo giorno, avevo in testa che questa stagione sarebbe stata la mia anche perché questa è un anno importante per il Cagliari. Dire che Cagliari è la mia casa sembra scontato, ma posso garantire che è così”

Sul ruolo: “Lo vedo come una fortuna ricoprire tanti ruoli in un calcio moderno. Penso che la mia posizione sia quella di quest’anno, io e Radja ci siamo capiti dal primo giorno ed è stato un fattore positivo per quest’annata del Cagliari. Non è facile giocare da prima punta perché lo equiparo al ruolo del portiere, non puoi permetterti degli errori alla minima occasione. Mi piace fare la punta, sono vicino alla porta e farlo al Cagliari con i miei compagni forti è facile. Idoli? Per me quello che ha fatto Ronaldinho al Barcellona è qualcosa di incredibile, per me è il top”.

Sulla passione per il basket: “Appena escono le puntata di Last Dance sono il primo a vederle, è bellissimo vedere cosa succede dietro le quinte e vedere un campione come Jordan è un piacere. L’aspetto psicologico è motlo importante, se stai bene riesce a rendere anche se non sei a posto fisicamente. La gestione del gruppo è ugualmente importante sia nel calcio che nel basket, magari certe situazioni si vivono diversamente. Il Rodman del Cagliari? Dirlo è dura, ma posso dire che Radja è un bel personaggio anche se non va a giocare a Las Vegas a poker. Ci ha dato tanto, ha la personalità del vincente: vuole sempre fare bene e ci ha trascinato. Abbiamo fatto tanto bene in campionato, l’anno scorso lottavamo per non retrocedere e invece quest’anno siamo abbastanza in alto”.

Sulla stagione del Cagliari: “Siamo andati oltre le aspettative con quei 13 risultati positivi di fila, ma sapevamo che il momento negativo sarebbe arrivato: non siamo stati bravi ad aggredirlo con lucidità, tutti noi abbiamo la nostra colpa in tutti gli aspetti. Dalla Lazio in poi sembrava dovessimo riprenderci, ma non siamo riusciti a vincere: peccato perché siamo una squadra veramente forte, ma se non entri con la testa in certe situazioni non riesci ad uscirne”.

Sui sogni: “Vincere un Mondiale col Brasile sarebbe il massimo, vincere qualcosa di importante col gruppo deve essere il massimo. Io brasiliano atipico? Ho cercato di imparare tanto da tutti i ruoli che ho fatto, credo che il calcio stia andando avanti ed è quello che ti fa cambiare in quel modo. Il dribbling lo uso solo come strumento per saltare l’uomo, preferisco usare e allenare altri aspetti”.

Sul futuro: “La squadra del cuore è l’Atletico Mineiro, avrei molto piacere di ritornare e vivere un po’ di più: il Cagliari fa parte di me, ha una bella parte del mio cuore ho trovato la squadra giusta per fare bene. Ora voglio vivere al massimo il presente, nel calcio in una stagione può cambiare tutto: sto molto bene in Sardegna, non ho pensieri per il futuro perché credo nel vivere il presente al massimo”.

Sul gol col Milan al rientro in campo dopo la squalifica: “Ha significato tanto, ma è veramente brutto da vedere: non so come abbia preso il pallone, forse era destino”.

 

 

 

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