La FCI sarda: “Fateci varcare i confini comunali”

Presa di posizione del comitato regionale Sardegna della Federciclismo dopo la pubblicazione dell’ordinanza di Christain Solinas.

A differenza del DPCM emanato dal presidente Giuseppe Conte, infatti l’ordinanza in vigore dal 4 maggio specifica che l’attività motoria in bicicletta è consentita solo nei confini del territorio del comune di residenza (Articolo 4 dell’ordinanza). La Federciclismo Sardegna ha così inviato una lettera di protesta indirizzata al presidente della Regione, all’assessore alla Sanità Nieddu e a quello allo Sport Biancareddu. “Così si esclude la possibilità a migliaia di ciclisti praticanti di poter svolgere un’attività sportiva individuale, necessaria a far ripartire gradualmente le attività delle associazioni e delle società ciclistiche e riprendere quelle abitudini salutari per la persona e utili all’ambiente che ci circonda– si legge nella lettera inviata dal presidente Stefano Dessí-. Il ciclismo è uno sport itinerante in cui i confini sono ampi così come le distanze da percorrere, limitare l’attività al solo territorio comunale, equivale a negare l’attività ciclistica ai sardi in cui si ha la necessità di riprendere gradualmente quei corretti stili di vita che generano benefici fisici e psichici che movimentano un’economia in forte espansione. Il movimento ciclistico regionale si interroga sulla necessità che la Regione Sardegna consenta lo svolgimento dell’attività ciclistica sull’intero territorio regionale nel rispetto di quelle misure di distanziamento sociale che per conformazione il ciclismo più di altri è in grado di rispettare. La Federazione è disponibile al confronto costruttivo sul tema”. Ci saranno presto delle maggiori aperture nei confronti dei tanti amatori che inforcano la propria due ruote per fare un po’ di moto all’area aperta?

 

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Ciclismo

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