La lettera: “Bando Barumini, che scandalo!”

La denuncia di un gruppo di candidati al posto di Assistente turistico bandito nelle scorse settimane dalla Fondazione Barumini, ente che gestisce il sito Unesco.

Pubblichiamo integralmente la lettera di alcuni partecipanti al bando (graduatoria a esaurimento a tempo indeterminato) della Fondazione Barumini, ente che gestisce il sito del villaggio nuragico, per dei posti da assistente turistico. La rappresentanza di candidati – che ha chiesto la pubblicazione in modo anonimo – contesta l’uso di alcune procedure durante le prove d’esame, come si può leggere nel testo.

La redazione di Centotrentuno.com resta a disposizione di Fondazione Barumini per un’eventuale nota di smentita o risposta, di cui (ovviamente) pubblicheremmo integralmente il contenuto. (fa)

Questo il contenuto integrale della lettera:

“Questa lettera ha lo scopo di portare in evidenza una situazione incresciosa e poco trasparente relativa ad una selezione pubblica per “Assistente turistico Livello B1” presso la Fondazione Barumini. Siamo una decina di partecipanti, stufi di constatare qua e là che certe selezioni non sono svolte in maniera adeguata e mirano ad avvantaggiare certe persone e tenerne escluse altre.

Il bando, con scadenza 12 aprile 2019, conteneva degli errori e delle discrepanze sia nei punteggi attribuiti per le risposte corrette sia per le valutazioni dei titoli vari, mancando inoltre la dicitura aggiornata sul trattamento dei dati. Lo stesso era in contrasto, in alcune parti, con il Regolamento Selezioni Assunzioni della stessa fondazione, per cui la confusione era notevole. Abbiamo segnalato il tutto tramite una telefonata alla Fondazione stessa, ma non è seguita alcuna correzione: né del bando, né del regolamento e men che meno è stato ripubblicato il bando, come di norma si dovrebbe in tali casi.

Durante la prova scritta, tenutasi il 19 aprile 2019, sono state riscontrate ulteriori modalità non adeguate quali per esempio: essere chiamati a firmare la presenza dicendo a voce alta nome e cognome di ogni partecipante (ciao privacy!); la commissione che parlava di “Allora sono otto i candidati ancora in forze o col contratto scaduto?”; la comunicazione dei punteggi di cui sopra che veniva dimezzata e per i quali a ogni risposta errata veniva annullato il punteggio della risposta corretta (facendo venir meno il raggiungimento del punteggio minimo previsto per passare alla prova orale! Scorrendo le liste dei risultati finali molti di noi avevano addirittura punteggi negativi, cosa mai vista in una selezione pubblica!). Ancora, le materie oggetto della prova non venivano rispettate e si prestavano ad errore interpretativo al punto che, una volta inviate a vari amici archeologi di chiara fama, loro stessi avrebbero risposto in modo errato, per cui in teoria ne saprebbero meno della Commissione presente alla selezione in oggetto (strano no?) oppure, ulteriore aggravante, erano presenti domande e risposte in lingua straniera che erano errate e per le quali, nonostante averlo fatto presente, non è scaturito un avviso verbale ai partecipanti presenti; altre domande, invece, non erano in linea con le materie indicate dal bando.

Dulcis in fundo, la Commissione si è chiusa dentro per due ore e mezza circa per procedere alla “correzione” dei questionari, i quali, sottolineiamo, non erano a lettura ottica e venivano inseriti in una busta grande nella quale precedentemente avevamo inserito una busta piccola, chiusa, con il nostro nome e cognome. Fermo restando che, dalle esperienze precedenti di qualcuno di noi, questa fase di norma è resa pubblica e si invitano alcuni concorrenti a presenziare alla correzione quale spettatore (e ciò per la sopra menzionata trasparenza che però qua è mancata totalmente!), l’aspetto ancora una volta poco professionale dell’amministrazione è stato che dopo la correzione un rappresentante della Fondazione è uscito e, allargando le braccia, esclamava “Non avete studiato nulla, dovete studiare!! Me ne servivano dieci e invece sono passati solo in tre”. Guarda caso i tre, che già lavorano a tempo determinato presso la stessa Fondazione (una candidata, nell’attesa, entrava nel gabbiotto della biglietteria e si riprendeva il giubbotto da un armadietto), hanno preso il punteggio massimo senza nessun errore, risultando molto più preparati di qualsiasi archeologo di mestiere o docente di tale materia!

E’ ORA DI FINIRLA con queste prese in giro, e se non ricorriamo al TAR è solo perché il tempo lo impieghiamo alla ricerca di un posto di lavoro ed evidentemente non abbiamo i soldi per mandare avanti azioni del genere. Siamo veramente frustrati dall’aver constatato che, seppur alla ricerca di lavoro e pronti a viaggiare e a perdere giornate a studiare, nonostante esistano regole di gestione delle pubbliche selezioni, ancora una volta e per di più in una organizzazione che gestisce un sito patrimonio dell’Unesco, ci si comporti con modalità anacronistiche, poco trasparenti e soprattutto poco corrette nei confronti di chi cerca lavoro.

Per finire, il giorno 30 aprile è stato pubblicato nuovo bando di selezione per la stessa figura professionale: non vi sembra strano?”

Una rappresentanza di partecipanti alla selezione

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