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La lunga giornata di Solinas

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Dopo la prima seduta del Consiglio regionale, conferenza stampa per Christian Solinas sul momento politico attraversato dalla maggioranza.

La “mini-Giunta” con 6 assessori (compreso Solinas che ha sette deleghe) è ormai realtà, dopo i mancati accordi tra il neogovernatore e gli alleati. “In assenza di una sintesi tra competenze e rappresentatività – riporta SardiniaPost dall’incontro col presidente -, dovrò procedere io da solo, perché è giusto che si completi la squadra”. Solinas ha parlato dell’arburese Gianni Lampis (classe ’88), “l’assessore più giovane della storia autonomista – dice Solinas -, mi fregio di aver fatto una nomina con un record così importante, segno di rinnovamento”. Martedì potrebbe esserci il completamento della Giunta. “Non è che oggi non si sia riusciti a completare la Giunta – continua Solinas – Io ho esercitato le mie prerogative e valutato positivamente la proposta sui cinque assessori che effettivamente ho nominato. In alcuni casi, invece, sto facendo un supplemento di istruttoria; in altri sto chiedendo partecipazione in un settore diverso”.

Solinas non si lascia andare a preoccupazioni. “Non è un problema impiegare cinque giorni in più, ciò che conta è cosa farà la squadra di governo per la Sardegna dal giorno in cui sarà al lavoro. Non mi faccio tirare la giacchetta da nessuno – afferma rivolgendosi agli alleati imbronciati -, anzi, esercito per intero le prerogative riconosciute dalla legge. I sardi hanno detto chiaramente, col voto, che si attendono un cambiamento importante. Questo cambiamento deve passare anche attraverso i metodi e le persone. La dialettica non è mai negativa, ma deve avere un inizio e una fine”.

Salta l’idea della Giunta provvisoria e tecnica per andare avanti fino alla fine dell’anno. “Abbiamo rivisto il criterio per ragioni economiche – spiega Solinas – Un Esecutivo tecnico, come lo avevo ipotizzato all’inizio, costerebbe ai sardi dodici mensilità in più”. Zedda (Forza Italia, Lavoro) e Chessa (Psd’Az, Turismo e Attività Produttive) avranno il doppio incarico consigliere-assessore. “Così succederà sino a quando non verrà varata la leggina (quella salva-mandato attraverso la quale il consigliere che entra in Giunta viene sostituito per la durata dell’incarico)”. Ancora sulle deleghe. “Per dare modo a tutti i territori di essere rappresentati, oltre Lampis è stato nominato anche Fasolino”, dice Solinas sul ripescaggio del sindaco di Golfo Aranci. “Non sono affatto deluso dalla giornata odierna – conclude Solinas -. A scuola ci hanno insegnato che la dialettica si compone di tre fasi. Ovvero la tesi, l’antitesi e la sintesi. Sui primi cinque assessori siamo arrivati alla sintesi; sugli altri sette il confronto è fermo all’antitesi”.

TAG:  Politica