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La Vuelta: tappa e maglia a Taaramäe, Aru buon 13° sul Picon Blanco

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Primo arrivo in salita alla Vuelta a España che ha arriso all’estone Rein Taaramäe, uno dei protagonisti della fuga del mattino: il corridore della Intermarché-Wanty ha guadagnato anche la maglia rossa di leader della generale. Sugli scudi anche Fabio Aru, sempre nelle prime posizioni del gruppo principale nella dura salita finale e arrivato pochi secondi dopo il favoritissimo per la vittoria finale Roglic che lascia il simbolo del primato.

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Fuga iniziale di otto uomini nella frazione lunga 202 km da Santo Domingo de Silos al Picon Blanco: Tobias Bayer (Alpecin-Fenix), Julen Amezqueta (Caja Rural-Seguros RGA), Antonio Jesus Soto (Euskaltel-Euskadi), Rein Taaramäe (Intermarché-Wanty-Gobert Matériaux) e Joe Dombrowski (UAE Team Emirates) sono stati raggiunti dopo qualche chilometro da Lilian Calmejane (AG2R Citroeën Team), Jetse Bol (Burgos-BH) e Kenny Elissonde (Trek-Segafredo). Il gruppo ha lasciato prendere un cospicuo vantaggio alla fuga con la Jumbo-Visma per niente preoccupata di tenere la maglia rossa al termine della frazione. L’azione giusta sul Picon Blanco l’ha eseguita l’estone Taaramäe che ha staccato lo statunitense Dombrowski e il francese Elissonde a metà dell’altura conclusiva.

Nel plotone principale è stata la Bahrain-Victorious a fare l’andatura nella salita finale chiudendo anche sul tentativo di De la Cruz e Yates: al traguardo piccole differenze nate nella volata finale con Mas che ha guadagnato 3″ rispetto al gruppetto di Roglic e il villacidrese che ha perso 7″ nei confronti dello sloveno chiudendo al 13° posto. Tredicesima piazza anche nella generale per il sardo che ha 1’14” di svantaggio nei confronti di Taaramäe e 44″ su Roglic, scivolato in quarta posizione. “Ho perso qualche secondo nel finale, ma niente di significativo– ha commentato Il Cavaliere dei Quattro Mori-. Rispetto alla scorsa settimana alla Vuelta a Burgos siamo andati più veloce e c’era più vento: felice di essere tra i primi, questo mi dà fiducia per il futuro. Ringrazio la squadra per essere stata con me negli ultimi chilometri che hanno preceduto la salita. Non avrei potuto fare nulla senza di loro“. Domani la quarta frazione da El Burgo de Osma a Molina de Aragon di 164 km che dovrebbe favorire gli scattisti e i velocisti.

La Redazione

 

TAG:  Fabio Aru
 

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