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Lanusei, Biagioni si presenta: “Possiamo fare grandi cose, ma ora servono i punti”

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Mattinata di presentazioni in casa Lanusei: nella sala stampa del Lixius primo incontro tra i cronisti e il nuovo tecnico biancorosso verde Oberdan Biagioni, arrivato in Ogliastra dopo l’esonero di Stefano Campolo deciso in seguito alla sconfitta contro l’Ostiamare.

Arras: “Decisione difficile ma ragionata”

La squadra biancorossoverde si trova oggi in quint’ultima posizione, in piena zona playout, con 13 punti. Una situazione che ha convinto il presidente Daniele Arras al cambio in panchina:
È stata una decisione difficile ma ragionata, nell’ottica di trovare l’inversione di tendenza necessaria. Voglio ringraziare comunque mister Campolo per il lavoro fatto, per le qualità tecniche e umane che ha lasciato a Lanusei. Oggi ci troviamo di fronte a un nuovo progetto tecnico, che abbiamo valutato come adeguato rispetto alla situazione che ci aspetta. Pensiamo di aver scelto una persona che per tratti umani e professionali è quella adatta, che ha dato prova di aver risolto situazioni ben più complicate della nostra e anche perché ha le qualità – anche in termini di leadership – per tirare su ambiente e squadra. Ringrazio mister Biagioni per aver accettato e per non aver tentennato un attimo: si è dimostrato estremamente motivato e piacevolmente sorpreso della chiamata”.

Biagioni: “A Lanusei grande organizzazione”

Così il nuovo mister degli ogliastrini: “Ho trovato un’organizzazione che in Serie D si trova difficilmente e un gruppo ben allenato, predisposto al lavoro. C’è solo da lavorare e mettersi in condizione di migliorare la classifica che è quello che ci viene chiesto: è importante che crediamo di essere una squadra che ha dei valori. Sono convinto che la squadra abbia delle qualità che possono permetterci di fare delle grandi cose da qui alla fine: spero anche di non fare danni io e di riuscire a far dare il massimo a tutti. Per quanto riguarda la tattica, sto cercando di cambiare modo di giocare. Prediligo l’attacco della profondità e ho notato che c’è in rosa chi ha queste caratteristiche e giocava di meno. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, chi corre di più del compagno ha più possibilità di giocare la domenica. Qui non esistono leader, perché siamo al Lanusei e non siamo al Milan o alla Juventus. I giocatori devono dare il 110% e sono molto contento di quello che sto vedendo in allenamento perché tutti i giocatori lo stanno dando in allenamento: sono fiducioso, con qualche accorgimento che stiamo facendo con la società la rosa si completerà e potremo andare a giocare tutte le partite alla pari. Cosa manca a questa squadra? Ci sono dei ruoli dove ci sono singoli giocatori. Manca magari un under, di ruoli e di nomi non si parla, dobbiamo portare rispetto a chi c’è e dobbiamo portare giocatori che aiutano chi c’è già e viceversa”.

Obiettivi e prime impressioni
Il girone G è qualitativamente uno dei più importanti. Ci sono squadre organizzate, che possono scegliere in modo diverso i giovani rispetto ad altre regioni. Il girone è livellato, sicuramente il Giugliano e la Torres fanno un campionato diverso, con le altre gli episodi fanno la differenza. Io sono venuto anche per rimettermi in gioco: mi sento giovane, fresco, voglioso, non di essere di passaggio per questa piazza importante. Due anni di inattività? Il primo anno ho seguito il Frosinone in Serie B facendo una scelta diversa, l’anno scorso ero sulla panchina del Trapani ma la squadra è fallita senza che siamo potuti scendere in campo e poi non ho trovato la squadra giusta. Devo ringraziare il direttore perché si è presentato da me e non ci ho pensato un attimo perché ho visto interesse dal suo modo di parlare della città e della squadra. Il gruppo è giovane, anche io mi sento così, e voglio fare bene per cercare di migliorarmi: e magari non si sa mai che nasca un progetto se le cose vanno per il verso giusto.
Nel breve periodo dobbiamo trovare i risultati, per il lungo periodo c’è tempo. Abbiamo cominciato bene sotto il profilo dell’unione di squadra e abbiamo cominciato a parlare la stessa lingua. L’obiettivo è quello di sollevarsi il prima possibile e raggiungere la salvezza anche se sarà difficile”.

Giovani e senatori
Non è il modulo che fa la differenza, quella la fanno i giocatori in campo. Io cerco di dare le soluzioni per esaltare le loro qualità, il modulo è relativo. Vedremo quello che è più congeniale ai ragazzi. Difesa? La linea sarà a 4, soprattutto quando saremo bassi anche se difficilmente lo faremo. A quattro però mi sento più sicuro per la categoria e per i giocatori che abbiamo. Cosa mi ha sorpreso di più? I giovani, qualcuno di prospettiva c’è. Da tutto il gruppo c’è predisposizione al lavoro ed è questo che mi ha fatto più piacere: hanno tutte le carte in regola per fare un campionato diverso e io spero di poterli aiutare. Masia può fare più di un ruolo, sa giocare a calcio e per questo la collocazione non è difficile. Può fare l’esterno, la mezzala, io sto cercando di dargli entusiasmo e serenità nelle giocate che ha, deve tornare quello che a Lanusei conoscono e cioè un giocatore che può fare la differenza, ma non mi piace parlare di singoli”.

Sul modo di lavorare
Sono uno che il lavoro lo vuole sempre fatto in un certo modo, sono uno che scherza e ride allo stesso tempo. Ci sono dei momenti nella vita dove ti devi dedicare allo specifico: nonostante siano giovani, il lavoro qui è diverso, e quello che si guadagna può darti la capacità di sostenere la famiglia e organizzare il futuro. In campo si lavora, fuori ci si diverte rispettando le regole. La mia prima aspirazione è riportare su questa squadra. Mi è sempre piaciuto stare in mezzo al campo, non ho mai notato differenze tra categorie e squadre. L’importante è che io stia bene e sia sereno in quello che faccio, perché se sto male preferisco stare a casa”.

Dall’inviato a Lanusei Francesco Aresu

TAG:  Serie D
 

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