Maran: “Io credo alla riscossa”

Appuntamento alle 12.30 ad Asseminello tra l’allenatore rossoblù e la stampa.

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Vigilia di Cagliari-Parma (sabato alle 18 alla Sardegna Arena) per Rolando Maran. Match della verità, con i sardi in grande difficoltà e con numerose assenze: Castro, Birsa, Thereau, Faragò, Romagna, Cacciatore. Obiettivo tre punti, per uscire da una crisi che dura ormai da novembre. La sola vittoria contro il Genoa (26 dicembre) nelle ultime 12 gare non basta più. Allenatore in bilico, nonostante le conferme formali, squadra contestata. Serve una reazione concreta, insieme ai punti.

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“Non dobbiamo impaurirci per il Parma che punge in contropiede, non pensiamo a questo, pur rimanendo attenti. Inglese? Domani glielo dirò, di stare buono… (ride, ndr)”. La chiosa: “Mi auguro che sabato inizi un bel momento per noi, sono fiducioso e ce lo meritiamo. Le prestazioni non sono arrivate con continuità, ma vi assicuro che c’è una grande fame di dare e darci soddisfazioni”.

Quanto ci pensa alla vittoria che manca da 3 mesi? “Tutti i giorni, vi basta? Ci pesa, non dobbiamo accontentarci, ci vuole grande rabbia, dobbiamo essere uomini e far diventare questo periodo solo un brutto ricordo. Io ci credo, ce la faremo”.

Quanto è importante Deiola e quante chance ha di giocare titolare? “Alessandro è un giocatore che ci può tornare molto utile, viste le sue caratteristiche. Ha molte possibilità di partire titolare”.

Come si affronta il Parma che rimane molto basso per ripartire e rischia di sfiancarti? “Dovremo essere bravi a leggere le varie fasi, le transizioni dove essere perfetti perché il Parma è temibile contro tutti. E’ facile parlare di generosità, di aggressione, però poi devi stare molto attento. Sarebbe altrettanto facile rimanere lì bassi anche noi aspettando l’episodio. La soluzione è sfruttare quello che crei, leggere bene i momenti, davanti e dietro”.

Da cosa dipende la scelta del regista e del modulo? “Da tante cose, dalla condizione fisica di Bradaric e Cigarini ma anche dal tipo di partita che vorremo fare”.

Despodov e Oliva sono pronti a dare la freschezza che manca? “Hanno ancora qualche problema, un po’ di difficoltà nell’inserimento. Sono fiducioso, lavorano con noi, possono sicuramente darci qualcosa”.

Ha pensato in questi giorni di essere lei il problema? “Certo, rispondo serenamente. Ci mancherebbe che non mi sentissi responsabile, sono io il capo della gestione tecnica. Tutti dobbiamo fare di più, è evidente che in questi mesi son successe tante cose che hanno falcidiato il nostro percorso. Non sono alibi, ma fatti, dai quali occorre trovare forza”.

“Non servono alibi – continua Maran – C’è bisogno di compattezza generale, di voglia, sappiamo che siamo i primi a dover dare un segnale”.

Il 4-4-2 può aiutare ad uscirne? “A Milano siamo tornati al rombo, abbiamo cambiato spesso contro Atalanta e Milan. Conta la testa, la voglia di lottare, c’è da difendere e attaccare in undici, più il pubblico. L’abito tattico conta relativamente”.

Bisogna conquistare i tifosi. “Sappiamo che sono con noi, che saremo tanti, sta a noi portarli ancora di più dalla nostra parte. Non dobbiamo pensare al resto, ma a giocare, ad aggredire, a fare quello che abbiamo preparato”.

Squadra più anziana di tutte: crollare al primo problema è un aggravante? “Forse questa coscienza di dover dare qualcosa in più, da esperti, condiziona ulteriormente da maggiori difficoltà nel rendere al meglio. Ripeto: abbiamo tutte le qualità per uscirne, mentali e fisiche”.

La preoccupa più le gambe o la testa? “Sicuramente la testa. Non sono abituato a mentire. Vedo le settimane di lavoro, i ragazzi fanno tutto al meglio, ma al primo episodio negativo si sciolgono un po’. E’ inaccettabile questo”.

Come giudica il Parma, anche pensando all’andata? “Hanno vinto 5 volte fuori casa, più che al Tardini. Le caratteristiche le conosciamo, baricentro basso, aspettando per ripartire, è un’ulteriore difficoltà che dobbiamo affrontare. Ma pensiamo a noi, alla nostra prestazione, sgombri da tutto, difendendo e attaccando in undici. Ogni situazione, ogni seconda palla sarà importante”.

In tanti chiedono una squadra offensiva, propositiva, gagliarda: dai tifosi alla società, lei stesso ne avete parlato. Siete in grado di soddisfare questo? “Dobbiamo farlo, i giocatori sono gli stessi di sempre, del passato. La volontà c’è, ma questa sfrontatezza non viene automatica in questo momento. Mi riferisco a  questo atteggiamento quando parlo di uomini, di petto in fuori. Serve coscienza di mettere tutto in campo, senza guardarci indietro. Perché certe prestazioni le abbiamo fatte e possiamo farle ancora. Ovvio che le tante defezioni non aiutano, molti stringono i denti, ma bisogna andare oltre. Con queste circostanze non è semplice, ma ci stiamo lavorando. Anche l’episodio ci deve andare a favore”.

Bradaric è abile e arruolabile? “Ha aggiunto una settimana di lavoro, non è ancora al top ma è disponibile a tutti gli effetti. Per noi è stata settimana corta, con un giorno in meno a disposizione, però Filip sta crescendo. L’infortunio comporta anche un periodo di ri-adattamento alla condizione migliore”.

Chi manca? “Cerri si è fermato nuovamente. Romagna convocato ma difficilmente utilizzabile salvo miracoli all’ultimo. Gli altri li conoscete. L’unico che viene con noi è Romagna”.

Mister, partita molto delicata: quanto pesano le assenze? “Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, abbiamo tante defezioni. E’ un momento così, dove occorre essere forti e affrontare questo momento di petto, sapendo che al di là delle assenze va messo qualcosa in più. Bisogna essere uomini, siamo senza 7-8 giocatori ma pensiamo a quello che dobbiamo e possiamo fare”.

12.42 – Ecco il mister: “Siete più dei giocatori che ho a disposizione”, scherza prima di iniziare il tecnico trentino.

12.40 – Qualche minuto di ritardo, tra poco l’inizio della conferenza stampa di Maran.

Segui qui la diretta in tempo reale dalle 12.30 

Fabio Frongia

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