Rolando Maran in panchina alla sua ultima in rossoblù con la Roma

Maran: “Io con poco carattere? Voglio solo essere me stesso”

Rolando Maran è stato ospite nel pomeriggio di Sky Sport 24: ecco alcune delle sue dichiarazioni.

Il tecnico trentino, che ha rinunciato come parte del suo staff a una mensilità di stipendio col Cagliari in questo arduo momento, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, sfiorando solamente l’ultima avventura in Sardegna essendo tesserato con i rossoblù fino a giugno 2022. “Ogni allenatore ha l’ambizione di confrontarsi con panchine e campionati importanti- ha dichiarato Maran- da parte mia l’ambizione è tanta, ora è appena finita un’avventura importante come quella di Cagliari dove potevamo raggiungere obiettivi importanti e vediamo che succede. Essere riconosciuto dai colleghi per me è un grande valore, i tecnici italiani hanno una grande preparazione e il fatto di essere giudicato bene è un grande orgoglio. Io con poco carattere? Voglio essere me stesso, mi costa fatica essere diverso da quello che sono. Questo è quello che mi ha portato ad allenare grandi società, non devo essere cercare di essere qualcun altro per raggiungere un’altra panchina. Il mio futuro? Quando una cosa ti viene proposta, la devi sentire tua: non deve essere un problema allenare una grande o una piccola, se riceverò una proposta e, spero arrivi presto, dovrò sentirla mia per poter fare un percorso”.

Su alcuni colleghi e la stagione commenta: “Allegri, Sarri, Giampaolo sono tutti allenatori che sono arrivati dal basso e da società dove devi gestire 10-12 sconfitte all’anno: la gestione della sconfitta non è semplice, come non lo è quello della vittoria.  L’Atalanta sta dando la dimostrazione di essere la realtà più bella degli ultimi anni non solo sul campo, ma anche dal punto di vista societario. Gasperini? Crede negli scontri diretti e nella fase di possesso, è uno degli allenatori che riesce a dare più il suo marchio alla squadra. La Lazio? Grande merito di Inzaghi, ha avuto la fortuna di lavorare più anni inserendo dei giocatori forti; la Lazio secondo me è sottovalutata dal punto di vista di valutazione dell’organico, contro il Cagliari ci mise in difficoltà il loro aspetto fisico. Giocavano di sponda e di fisico, hanno trovato l’alternativa giusta per trovare gli spazi”. 

Sul suo passato: “Giocatori più forti allenati? Parlando dell’ultimo anno, direi Radja Nainggolan, ma anche il Papu Gomez, Pellissier ma non vorrei togliere del merito agli altri giocatori che ho avuto. Dainelli aveva qualità immense, sia tecniche che tattiche. Catania? Quella è stata un’esperienza nuova per me, con 14 sudamericani mi sembrava quasi essere all’estero. Questo è stato formativo anche per le successive esperienze”.

 

 

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