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Mauro: “Cagliari, a Napoli è una finale. Joao e Cragno non sono da big”

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La nostra intervista all’ex calciatore di Juventus e Napoli e ora commentatore a Tiki Taka, programma di approfondimento calcistico di Mediaset.

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Napoli-Cagliari è sempre più vicina: un match tutt’altro che semplice per entrambe le squadre, seppur con obiettivi differenti. In occasione della sfida di domenica allo stadio Diego Armando Maradona, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Massimo Mauro, ex calciatore dei partenopei e ora commentatore sportivo.

Napoli-Cagliari si prospetta una partita interessante, visto che entrambe le squadre stanno attraversando un ottimo momento. Che gara si aspetta?
“Credo sarà una partita simile a una finale per entrambe le squadre. Il risultato sarà straordinariamente importante, perché per il Napoli significa poter guardare con più chance alla qualificazione per la Champions e per il Cagliari i tre punti serviranno a mantenere la Serie A. Sicuramente sarà una partita dove non si può sbagliare, chi perde rischia di fallire il proprio obiettivo”.

Nella rimonta del Cagliari si vede la mano di Semplici: si sarebbe immaginato questo tipo di impatto?
“Non mi immaginavo che il Cagliari potesse avere questo cambio, ma credo che peggio di come sia andata con Di Francesco non si potesse fare. È inspiegabile come il Cagliari abbia sprecato tutta l’annata, perché il presidente ha costruito davvero una squadra forte. Tutti avevamo pronosticato il Cagliari in una potenziale posizione da Europa League. Invece è stata una tragedia, quando ti ritrovi in una situazione simile e con giocatori non abituati a lottare per la salvezza, tutto diventa più complicato. Mi auguro che il Cagliari riesca a mantenere la categoria, perché non esiste una Serie A senza la Sardegna”.

Dando uno sguardo alla classifica, ci sono diverse squadre che camminano sul filo del rasoio. Tra Cagliari, Benevento, Torino e Spezia, lei chi butta giù dalla torre?
“Scelgo lo Spezia anche se ha fatto un gran campionato, così come il Benevento. Credo che tutte quelle citate siano squadre che meriterebbero di rimanere in Serie A, ma se dovessi sceglierne una lascerei cadere giù dalla torre i liguri di Italiano”.

Una delle sorprese di quest’anno in casa Cagliari è stato certamente Razvan Marin. Pensa che in futuro potrebbe far comodo a una squadra come il Napoli?
“Un buon centrocampista fa comodo a tante squadre. Questo però è il suo primo anno in Serie A e anche la prima volta di potersi mettere così tanto in mostra. Bisogna verificare se effettivamente possa essere funzionale anche a una squadra che ha altri obiettivi. Penso che un altro anno a Cagliari gli farebbe benissimo, ovviamente in Serie A”.

C’è un calciatore in particolare di questo Cagliari che consiglierebbe ad una big?
“Oltre a Marin, che ha pure fatto un gran bel gol domenica scorsa, io speravo tanto in Pavoletti. Purtroppo gli infortuni lo hanno condizionato, però penso che possa comunque essere un giocatore in grado di stare tra i quattro o cinque attaccanti di una grande squadra. Se non avesse avuto la doppia rottura del crociato, credo che la carriera di Pavoletti sarebbe stata diversa. Dire Nainggolan forse è scontato, ma credo anche che la sua carriera nelle big sia terminata. Joao Pedro e Cragno? No, onestamente non mi sembrano giocatori da top club”.

C’è invece un giovane che consiglierebbe al Cagliari per la prossima stagione?
“Ci sono dei giocatori nelle grandi squadre che hanno avuto poco spazio in questa stagione, come per esempio Frabotta e Fagioli. Sono dei ragazzi che secondo me potrebbero far bene in un club che fa un campionato tranquillo, perché potrebbero giocare e farlo bene“.

Elena Accardi

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