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Mir a Parma, il suo agente: “Fu a un passo dal Cagliari”

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Il Parma è vicino a un colpo per il futuro, i gialloblù sono infatti alle fasi conclusive dell’accordo per l’uruguaiano classe 2003 scuola Peñarol Matías Mir García. Una vecchia conoscenza per il Cagliari, che un anno e mezzo or sono si era interessato con forza al profilo del centrocampista del club di Montevideo e che ora potrebbe firmare per il Parma a parametro zero.

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L’intervista
La conferma è arrivata dal suo agente Sebastián Revetria che, intervistato dalla radio uruguaiana Sport890 ha ricordato quanto l’ormai ex capitano delle giovanili del Carbonero sia stato vicino a vestire la maglia rossoblù. “È un processo lungo quello che sta portando Matías al Parma. Limitarlo solo a quest’ultimo passaggio non spiegherebbe appieno la decisione che abbiamo preso”, così l’impresario uruguaiano dopo alcune polemiche tra lui stesso e il Peñarol in merito al trasferimento in gialloblù del suo giovane assistito. “Tutto parte dall’epoca in cui partecipai all’affare di Nahitan Nández. Quando sono stato a Cagliari segnalai Matías e il presidente inviò Andrea Cossu a visionarlo“, così sempre Revetria ai microfoni di Sport890, “lo videro e gli piacque, se non mi sbaglio parliamo di un anno e mezzo fa”.

Il retroscena
“Lo hanno visto, gli è piaciuto e mi comunicarono l’interesse per Matías. Mi dissero che volevano portarlo a Cagliari e volevano informarsi sul prezzo. A quel punto parlai con Matías, con la sua famiglia e insieme andammo a parlare con il Peñarol”. Un interesse più che concreto dunque quello della società di Via Mameli per il classe 2003, interesse che però si scontrò con alcune dinamiche tra l’agente del ragazzo e i gialloneri di Montevideo.

Gli sviluppi
“In quel momento andai a parlare con il Peñarol e informai il club della proposta del Cagliari cercando di trovare un modo perché si potesse organizzare l’affare nella maniera migliore. Mi risposero che era un ragazzo che per loro valeva tanto, che era importante, e mi dissero di chiedere una certa cifra al Cagliari” (non specifica quanto, ndr).“Gli dissi che non c’era problema a chiedere quel tanto per il giocatore”, continua Revetria, “ma gli chiesi anche perché non gli facevano un contratto prima di tutto, visto che in quel momento Matías non aveva un contratto con il Peñarol, ma mi risposero che non potevano in quanto prima di lui c’erano altri giocatori“. Una situazione intricata dunque, nella quale Revetria decise di mettere a conoscenza anche il padre di Mir direttamente portandolo a un’altra riunione con la dirigenza del Peñarol.

Il mancato sgarbo
“Gli ripetemmo che Matías è un tifoso del Peñarol, chiedendogli di portarlo in prima squadra e di fargli un contratto, così da preparare meglio una strategia per la vendita del ragazzo tutti insieme per il bene di tutti. In questo momento mi risposero negativamente non solo per il nuovo contratto, ma anche per l’inserimento in prima squadra per gli allenamenti, non per farlo giocare”.
“Con il Cagliari non andò più avanti perché, dopo che gli comunicai la cifra che chiedeva il Peñarol, non accettarono la richiesta economica. Attenzione, gli comunicai la cifra che chiedeva il Peñarol per un giocatore senza contratto” ha aggiunto Revetria, che alla domanda del giornalista di Sport890 sulla possibilità che potesse andare via senza alcun costo per i rossoblù ha risposto: “non bisogna dimenticare che avevo appena chiuso un’operazione da 18 milioni di euro con Nahitan, un giocatore che io non rappresento e che rappresenta Pablo (Bentancur, ndr), ma comunque feci parte dell’operazione con il presidente, con l’altra parte con cui organizzammo l’affare, videro Matías, lo volevano, avrei potuto portarlo in Italia gratis senza problemi”.

Ora il Parma
“Come ho detto Matías è malato di Peñarol, quindi non si fece nulla che potesse andare contro il club. Passa il tempo senza che nessuno mi chiami per fargli il contratto, anche se inizia ad allenarsi con la prima squadra e l’allenatore lo tiene in considerazione per il futuro. Cambia l’allenatore e nessuno comunica nulla a Matías che viene tenuto fuori dalla prima squadra e nuovamente mandato alla quarta divisione, con le giovanili. In questo momento arriva la proposta del Parma”.

“Io credo che non mi hanno creduto quando gli dissi che c’era un’offerta formale del Cagliari l’anno scorso e credo che anche con quella del Parma non fossero convinti fosse vero. Mi hanno creduto soltanto ora che ormai è troppo tardi. Io avrei voluto soltanto che formassero Matías con la prima squadra e che giocasse nella divisione che loro avrebbero creduto migliore per lui, non c’era niente di economico. È lì che ci fu il distacco con il Peñarol e il perché non firmò un contratto. L’offerta è arrivata solo una volta che ho deciso di portarlo via”.
Un Cagliari dunque che non è riuscito a portare Mir in Sardegna per una questione di tempistica, con il giocatore che non ha voluto fare uno sgarbo al suo club un anno e mezzo or sono, mentre il Parma prova a trarre vantaggio dall’evoluzione negativa e dal deterioramento della situazione tra il Peñarol e il centrocampista classe 2003.

Matteo Zizola

 
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