Radja Nainggolan nella gara contro la Roma | Foto Emanuele Perrone

Nainggolan: “Allenamenti? Bici, ma a me non piace”

Il centrocampista del Cagliari Radja Nainggolan è stato il protagonista dell’appuntamento quotidiano social del Cagliari Calcio.

Il NInja ha parlato in diretta Instagram partendo dal suo periodo forzato in casa: “Sono sereno, aspettiamo ogni giorno notizie nuove per ritornare a giocare. Siamo qui in attesa. Giochiamo alla Playstation, stare così tanto a casa per noi non è un abitudine. Almeno sorridiamo insieme con i compagni, in attesa di notizie. Ho un dj set e ogni tanto lo accendiamo per fare un po di casino, ogni tanto bisogna inventarsi qualcosa per passare le giornate. Ho quasi perso la cognizione del tempo, ma non vi dico a che ora vado a dormire. Sento singolarmente compagni ed ex compagni, sentirli tutti insieme sarebbe un bordello”.

Tante le domande fatte dai tifosi rossoblú: “Lingue? Inglese, tutti lo devono sapere e anche mie figlie vanno a scuola internazionale: il sardo? Lo capisco, ma non riesco a parlarlo. Da bambino sono cresciuto tra tante difficoltà, ho preso la vita vivendo la giornata, ricordandomi da dove vengo e aiutando le persone giuste. Ero una testa calda, ma ora col tempo sta migliorando. Il mio look? Lo sviluppo da solo, lo curo perché penso sia importante l’aspetto della persona. Cresta? Dopo i 30 anni ho detto che non l’avrebbe più fatta, poi all’Inter ci sono ricascato per un po’, toglierla è stata un po’ difficile. I centrocampisti forti secondo me? Modric per il suo gioco, Seedorf mi ha sempre messo in difficoltà perché non mi faceva toccare la palla e rosicavo, poi tanti altri come De Rossi, Strootman, Pjanic, Brozovic e Barrlla che sta dimostrando di essere un giocatore di una big”.

Tante le reti segnate dal Ninja in carriera, fatto che lo mette sempre tra i più ambiti dai fantacalcistici: “Quello allo Spal è stato molto bello per esecuzione e precisione, ma ho fatto tanti altri gol belli: l’85% dei miei gol arrivano da fuori area, ma più che il gol in sè deve essere importante per la squadra”.

Prosegue poi sull’amore carriera: ” Quanto mi sento sardo? Tanto, qui ho iniziato la mia carriera, è stato anche uno dei motivi per cui sono tornato in questo anno così importante per il Cagliari. Il campionato è ancora lungo, ma già alcune soddisfazioni ce le siamo tolte. Nel mondo del calcio ho tanti amici; in generale mi faccio ben volere ovunque, anche se alcuni scrivono cavolate sul fatto che faccio danni agli spogliatoi: non vedo perché dovrei inventarmi certe cose”.

Sulle sedute casalinghe aggiunge: “La società ci ha dato delle cyclette per tenerci in allenamento, anche se non lo reputo un allenamento eccezionale per me. Però ci adattiamo, dobbiamo stare a casa per uscirne al più presto e vivere la vita quotidiana. Stare a casa 24 ore su 24 è una noia. Io ho sempre detto che avrei giocato fino a 34-35 anni, ma dopo questo periodo a casa dico che vorrei giocare fino a 50 anni. Cosa farò appena finisce la quarantena? Mi faccio una bella serata, come una volta”.

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