Tommaso Giulini e Walter Zenga alla presentazione

Ora il Cagliari vuole tornare a correre

Il club rossoblù è uno dei 15 che nell’assemblea di Lega di Serie A si sono espressi a favore del ritorno in campo il prossimo 13 giugno.

Prima le giuste cautele con regole certe e protocolli sanitari approvati, poi si torni in campo. D’altronde Tommaso Giulini e Mario Passetti sono settimane che ripetono questo, quasi come un mantra: e oggi, durante l’assemblea di Lega di Serie A, il Cagliari ha votato sì alla ripresa del campionato il prossimo 13 giugno. Incassato il via libera da parte dello staff medico per quanto riguarda gli esiti di tamponi molecolari e test sierologici (e le immancabili visite cardiologiche), in casa rossoblù si pensa a come ripartire con l’attività agonistica. Dopo qualche piccolo tentennamento iniziale – come rivelato, nelle scorse settimane, dai retroscena di alcune testate nazionali tra cui l’Espresso – che lo ha reso tra i quattro club che ancora non hanno ripreso gli allenamenti, dalle parti di via Mameli si è deciso di accelerare.

Il caso Udinese

Non mancano certo le strutture: il centro sportivo di Asseminello può ospitare il gruppo squadra, come dichiarato dallo stesso Passetti nei giorni scorsi al Tg2, disponendo di ben quattro campi per suddividere al meglio tutta la rosa, compresi gli otto Primavera che hanno effettuato i test come la prima squadra. Per quanto riguarda l’ospitalità e l’eventualità del ritiro stile precampionato, resta da capire se il club dovrà rivolgersi a hotel nelle vicinanze o se riuscirà a gestire tutto in autonomia con le proprie strutture. Ma quel che stupisce è il rapido cambio di marcia della società, evidentemente rassicurata dai vari interventi delle parti in causa tra governo, Regioni e, soprattutto, istituzioni sportive. Una linea non certo condivisa dall’Udinese, come emergerebbe nelle ultime ore grazie a quanto riportato dall’Ansa: Gino Pozzo avrebbe inviato una lettera al ministro Spadafora, che sta diventando un caso in Lega, nella quale si parla di possibilità di “improvvida ripresa” senza un provvedimento che sgravi i dirigenti delle responsabilità. “Il Governo valuti l’adozione di un provvedimento legislativo ad hoc, che possa manlevare i dirigenti delle società dalle altrimenti ostative responsabilità che dovremmo essere costretti ad indebitamente accollarci”, direbbe la lettera indirizzata oltreché a Spadafora anche al presidente del Coni Malagò, a quello della Figc Gravina, a quello della Lega Serie A Dal Pino, e al governatore del Friuli Fedriga.

Rosa ampia e possibilità di amichevoli interne

Non a caso il club friulano è tra i cinque che nell’assemblea di Lega hanno votato per la ripresa al 20 giugno, insieme a Napoli, Sampdoria, Sassuolo e Torino. Una piccola minoranza che, a quanto sembra, non impedirà di provare a ripartire tra un mese esatto. A riguardo cresce la curiosità per scoprire il Cagliari di Walter Zenga, che dovrà preparare quella che, di fatto, sarà una nuova e più breve stagione: non sarà affatto semplice per il tecnico rossoblù preparare la ripartenza in un mese senza poter giocare amichevoli o altre partite. In teoria, dato che la fortuna di avere una rosa formata al momento da più di 30 giocatori (inclusi gli otto Primavera) consentirà all’ex allenatore di Sampdoria e Catania di organizzare partite interne ad alta intensità, ovviando in parte a eventuali infortuni dovuti al fitto calendario. Insomma, è ancora presto per poter fare previsioni, ma non ci sono dubbi sul fatto che il Cagliari abbia tanta voglia di tornare a correre.

Francesco Aresu

avatar
500