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Andrea Giordo, ds della Raimond Sassari, in un momento dei festeggiamenti dopo il termine di gara 3 con Brixen | Foto di Luigi Canu

Pallamano | Raimond Sassari, Giordo: “Proveremo a portarci a casa lo Scudetto”

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Sono state emozioni forti quelle vissute dalla Raimond Handball Sassari nella giornata di ieri, mercoledì 10 maggio. Emozioni ancora da assimilare e che serviranno per una finale Scudetto raggiunta per la prima volta nella propria storia dopo aver ribaltato una serie che sembrava andare tra le braccia del Brixen. E che invece si è conclusa con la vittoria dei sassaresi in gara 3, con il gruppo guidato da Equisoain che ora potrà giocarsi il titolo di campioni d’Italia con Fasano (gara 1 fissata per sabato 13 alle 18.15 al PalaSantoru in diretta su Eleven Sport e Sky Sport Arena). Queste le parole del ds della Raimond Andrea Giordo sul momento della squadra.

Su un eventuale bilancio della stagione

Ancora è presto per fare un bilancio della stagione, adesso abbiamo una finale Scudetto da giocare e sarebbe prematuro farlo. Sicuramente posso dire che a gennaio non ci aspettavamo di arrivare in finale per come si era messa l’annata. Comunque vada sarà sempre un passo avanti. Dal primo anno fino a oggi c’è sempre stato uno step di crescita e, almeno per quanto riguarda il campionato, quest’anno ci sarà ancora. L’aspetto maggiormente positivo è che nei quattro anni di A1 disputati siamo sempre arrivati tra le prime quattro in classifica, classificandoci sempre per le coppe europee. E credo che questo sia un motivo di orgoglio“.

Sulla serie con il Brixen

Dopo aver perso gara 1 sapevamo di aver commesso tanti errori e di aver fatto una partita al di sotto delle nostre potenzialità, soprattutto nel secondo tempo. Siamo andati a Bressanone con la consapevolezza di potercela giocare, senza presunzione o pensando di poter vincere facile. E dopo gara 2 questa consapevolezza è aumentata. Per quanto mi riguarda, in gara 3 l’ho vista scemare dopo tre minuti, ma i ragazzi non hanno invece perso lucidità e quello che hanno fatto è assolutamente incredibile. Trovarsi dopo tre minuti sotto di tre gol, senza il proprio miglior giocatore in difesa e punto di riferimento in attacco (Halilkovic, ndr) e soprattutto senza una guida tecnica in panchina (Equisoain espulso così come il suo giocatore, ndr), avrebbe potuto uccidere chiunque e invece noi abbiamo fatto una grande impresa. La chiave della serie? La serenità con il quale abbiamo affrontato la trasferta e le due partite. Loro hanno mostrato nervosismo, poca coesione. Noi invece non ci siamo mai disuniti, né scomposti, non c’è stata mai una parola fuori posto. E soprattutto durante la trasferta c’era leggerezza, come se stessimo andando a giocarci un torneo precampionato“.

Sulla sfida contro Fasano

La finale sarà tutta un’altra storia. Tecnicamente forse Fasano ha qualcosa in meno del Bressanone, ma ha molto in più dal punto di vista caratteriale. Sono abituati a giocare queste partite, tante volte le hanno vinte. Possono contare su uomini di esperienza e specialmente sul calore del loro pubblico che può far la differenza in una finale Scudetto. Noi andiamo in fiducia, con la consapevolezza anche in questo caso di potercela giocare. Sappiamo che quando le occasioni capitano devi saperle cogliere, perché poi non è detto che poi possano ricapitare in futuro. Andremo con tutta la cattiveria possibile per portarci a casa lo Scudetto“.

La Redazione

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