Passetti: “Cagliari e il Centenario, nulla è perduto: magari più avanti…”

Il direttore generale del Cagliari ha parlato alla trasmissione “GP Report” a Radio Super Sound.

Così il dg rossoblù Mario Passetti: “Nelle società di calcio si vede solo la punta dell’iceberg, ma per permettere una gestione sana delle aziende deve esserci una programmazione importante. Questo periodo ha messo alla luce una fragilità del sistema e problematiche molto serie per le società poco solide, ma per fortuna questo non è il nostro caso. Comunque tutti noi conteremo i danni più nelle stagioni successive rispetto a quella in corso. Diritti TV? La dipendenza dai diritti televisivi è sbilanciata: anche nel Cagliari questo è un lato predominante, ma la società ha saputo creare dei ricavi anche da altri aspetti che permettono alla società di sopravvivere. Probabilmente ci vorrebbero dei parametri diversi a riguardo, perché questo problema è stato messo in luce da questa crisi. Quando si discuteva dell’opportunità di ripartire e quando il Cagliari manifestava questa idea, pensavamo soprattutto alle persone che ruotano intorno a noi: è stato doloroso chiedere dei sacrifici ai nostri dipendenti. Il mondo del calcio ha centinaia di migliaia di persone che ruotano attorno e che vivono grazie a questa realtà: riprendere per queste persone era la nostra volontà, non tanto per il lato sportivo”

Sul centenario: “Per noi è stato un dispiacere non festeggiare il centenario e l’anniversario dello Scudetto per via di questa pandemia. Ci sono tantissime persone che hanno lavorato alle celebrazioni e tanti tifosi sarebbero accorsi. Dispiace davvero tanto non offrire un qualcosa che i tifosi avrebbero meritato, ma nulla è perduto: potremmo fare qualcosa più avanti per festeggiare, c’è sempre tempo. Questo 30 maggio è coinciso anche con la ripartenza dell’Italia e magari lo ricorderemo così tra qualche anno, come il centenario della ripartenza”.

Chiusura sul calcio senza pubblico: “Diventa un calcio con la C minuscola, possiamo inventarci tutte le cose del mondo per rendere lo stadio più caldo ma sarà imparagonabile rispetto ad avere un pubblico vero. Noi ci adatteremo alla situazione, faremo il nostro meglio. Lo spunto offerto dal presidente Giulini qualche giorno fa mi sembra molto giusto: perché non riaprire gli stadi almeno in modo parziale, per avere un po’ di pubblico, in un periodo in cui riaprono tante cose? Sarebbe un ottimo segnale per la ripartenza”.

 

 

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