Pavoletti: “Addio Cagliari? Mai, avrei rifiutato ogni offerta”

Leonardo Pavoletti ha incontrato i cronisti presenti al termine della mattinata di allenamento nel terzo giorno di ritiro in Val di Pejo.

L’attaccante livornese ha esordito parlando della nuova annata in maglia rossoblu: “Stiamo lavorando duramente, siamo un bel gruppo affiatato e questo non può che aiutarci. Stiamo facendo di tutto per migliorarci noi giocatori e la società: ora puntiamo a tornare a casa senza infortuni. Vedo che il gruppo è cresciuto molto, partiamo davvero con un’altra testa rispetto all’anno scorso”.

Un passo indietro sull’ultima stagione con record di gol: “L’anno dopo è sempre difficile ripetersi, ma ora sono alla soglia dei 31 anni e ho una certa esperienza. Sono convinto che ci miglioreremo e proporremo un gioco spumeggiante, per me potrebbe essere ancora più facile. Vorremmo portare il Cagliari più in alto in classifica, divertendo noi e il pubblico. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare intorno ai 20 gol e migliorare lo scorso anno. Il momento migliore penso sia stata la nascita di mio figlio: questo è il primo ritiro da padre, è difficile non vedere Giorgio in questo periodo, ma supererò questo come tutti i miei colleghi”.

Sulla cessione di Barella: “Abbiamo perso Nicolò, ma quando un compagno va in una grande squadra è un motivo di orgoglio per tutti, Il mio futuro? Io rimarrò a Cagliari, non ho mai avuto l’idea di andare via. Ci sono state tante voci, ma nessuna offerta concreta che non avrei comunque preso in considerazione”.

“Io leader del gruppo? Arrivati a questa età è normale provare a stimolare i giovani, il mio carattere è sempre stato questo ma è sempre stato importante focalizzare l’attenzione per sollevare l’asticella. Mi piace essere leader in campo e spero di essere un buon esempio  per i compagni. Cerco di essere uno che si impegna al massimo in allenamento, per arrivare bene alla partita della domenica. Il lavoro settimanale è fondamentale. Cigarini? Un uomo sincero, è una qualità rara in questo ambiente. In campo si prende le sue responsabilità, tanti fattori che in questa squadra sono fondamentali”.

Capitolo Nazionale: “L’obiettivo sarebbe una convocazione per l’Europeo, farebbe piacere anche perché sono nel momento decisivo della mia carriera. Dovrò essere bravo a sfruttare questo campionato, ma contano tanto i gol: per un attaccante sono il 90% perché è quello che balza agli occhi di tutti. Il centravanti della Nazionale? Belotti mi è sempre piaciuto, per caratteristiche mi ci rivedo tanto”.

Su Rolando Maran e il rapporto con i tifosi: “Parla molto con tutti, da noi più grandi chiede di trascinare tutti e nel momento opportuno toccherà a loro. L’intesa tra senatori e giovani è il binomio che dobbiamo seguire, dobbiamo migliorare nei dettagli che lo scorso anno ci sono stati fatali in alcune circostanze. Come in tutte le piazze un tifo caldo ha sempre effetti positivi, alla Sardegna Arena è difficile giocare per gli avversari. Il tifo è fondamentale, quando sono arrivato ho sentito tanto affetto della piazza. Essere apprezzato dai sardi non è facilissimo, ma una volta che entri nel loro cuore è stupendo. Cagliari è meravigliosa, la vivi facendo le cose più normali di questo mondo. Probabilmente anche questo mio modo di viverla è piaciuto ai cagliaritani”.

dall’inviato Matteo Piano 

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