Pavoletti: “Vorrei giocare un minuto e fare gol, non sono bollito”

Il centravanti livornese ha rilasciato una lunga intervista alla Nuova Sardegna, di cui pubblichiamo un breve estratto.

Una stagione non certo fortunata per Leonardo Pavoletti: il doppio infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro, poi i mesi di stop per il coronavirus. Ma ora si inizia a rivedere la luce in fondo al tunnel, tra la stagione che riparte, il rinnovo di contratto e il recupero che procede per il meglio: “Sono contento che si riparta: i giocatori sono attesi da un mese e mezzo di fuoco, dovranno essere bravi gli staff a gestire al meglio una situazione nuova. Io pensavo già alla prossima stagione, ma coltivo la speranza di potermi mettere a disposizione per le ultime due partite. Sarebbe un bel regalo”. 

Un giudizio su Zenga: “Anche il mister ha avuto come procuratore Giovanni Branchini, ci siamo raccontati spesso aneddoti su di lui. Poi ho giocato col figlio al Casale in C2, mentre il mister era allenatore della Sampdoria quando io ero al Genoa. Posso dire che sa come trattare con i giocatori e come motivarli”.

Sulle aspettative stagionali: “Vorrei giocare almeno un minuto prima che finisca il campionato e fare gol: in tanti mi danno per bollito dopo il doppio infortunio, sarebbe la dimostrazione che non è così. Prima ero un beniamino, oggi non più, ma lo sport è anche questo. Il Cagliari di quest’anno è una squadra di qualità: il decimo posto va messo nel mirino e raggiunto, abbiamo le potenzialità per farcela”. 

Infine il rinnovo di contratto: “Abbiamo trovato un accordo giusto in un momento difficile della mia carriera, da ambo le parti c’è voglia di stare ancora insieme. Qui sto bene, continuare questa storia è per me motivo di orgoglio e mi farà dare ancora di più per questi colori, ai quali mi sento molto legato. Dimostrerò che posso dare tanto al Cagliari”. 

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