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Pereiro: “Cagliari, voglio la mia rivincita”

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A pochi giorni dalla partenza di ritiro di Pejo, Gaston Pereiro ha parlato ai microfoni della radio uruguaiana Sport 890: il Tonga arriva da una stagione complicata, tra infortuni e due contagi da coronavirus, e nelle sue parole traspare molta voglia di rivincita e di riscatto in un campionato che l’ha visto comunque protagonista pensando a quella partita con il Parma, un autentico punto di svolta per i ragazzi di Semplici.

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Sul futuro
Prima di andare in vacanza ho parlato con il Cagliari e la verità è che ho ancora 4 anni di contratto, mi hanno detto che vogliono che resti e io allo stesso modo voglio riscattarmi. Sono tornato con la voglia di fare un buon precampionato, l’anno scorso non era stato possibile perché ero infortunato.

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Sul Cagliari
È vero, ero abituato a giocare per vincere il campionato sia in Uruguay che in Olanda ed è stato difficile adattarsi. L’obiettivo comunque non era la salvezza, ma arrivare un po’ più in alto, poi le cose si sono complicate e ci siamo salvati all’ultimo momento. Ora come ho detto voglio fare un buon precampionato e aiutare il più possibile la squadra. Vogliamo provare a crescere, non dico raggiungere l’Europa ma sicuramente lottare per posizioni più alte.

Sul possibile ritorno al Nacional
La verità è che a me nessuno ha detto nulla. Ho anche chiesto in merito al mio agente, ma mi ha detto che sarei restato a Cagliari e che ho ancora molto tempo per restare in Sardegna. Ho un forte desiderio di rivincita, la stagione passata è stata molto complicata tra la rottura del quinto metatarso, due volte il covid e quindi ho passato praticamente cinque, sei mesi fuori o per infortunio o per la positività. Non ho avuto continuità, ma ora rinizia tutto da capo e con molta speranza.

Sulla Sardegna
La città è spettacolare, il clima ottimo, si vive molto bene, rispetto all’Olanda il tempo è molto simile all’estate uruguaiana, non freddo.

Sul ruolo
La posizione è la stessa che avevo più o meno in Olanda, cambia ovviamente il sistema di gioco, cambiano i compagni. Attaccavamo in cinque, sei, mentre qua è più difensivo, ma comunque devi adattarti e fare del tuo meglio per aiutare la squadra.

Gli uruguaiani
Stiamo insieme tra noi, pure con Simeone, mangiamo l’asado in centro a Cagliari. È importante, in Olanda non c’erano connazionali ma stavo con i messicani. Se torneranno Nández e Godín? Hanno un contratto, poi non so se resteranno, non ho idea.

La Redazione | Traduzione di Matteo Zizola

 

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