Federico Pireddu in azione | Foto di Alessandro Sanna

Pireddu: “Mi manca sudare la maglia la domenica”

Il giovane difensore del Sassari calcio Latte Dolce Federico Pireddu ha parlato a ormai due mesi di distanza dall’ultima gara giocata in campionato.

Il laterale ricorda con piacere il colpaccio con la Turris: “Sicuramente  il ricordo più recente è quello legato all’impresa compiuta a Torre del Greco, al successo sulla capolista Turris. Forse è anche il più bello dell’intera stagione: rivivo quel match come fosse ieri,  sento quella forte emozione che univa la squadra, lo staff e la società. In questo momento ciò che mi manca di più del calcio, come penso a tutti d’altronde, è scendere in campo la domenica per sudare la maglia, giocare per conquistare la vittoria e poi godersela a fine partita. Ma mi mancano anche le piccole cose, come ritrovarsi il martedì all’allenamento, scambiare due chiacchiere con i compagni e lavorare sul campo”.

“Spero di riprendere presto la nostra routine, posto che dopo il diffondersi del virus e le conseguenze che ha causato, era necessario fare dei sacrifici per far sì che le cose andassero meglio- prosegue Pireddu-. Tutti noi abbiamo seguito le direttive date, siamo rimasti a casa per limitare la crescita del contagio. Sembra che ci sia un miglioramento, ma dobbiamo essere consapevoli che non è finita e non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia. Continueremo a fare responsabilmente la nostra parte, per il bene nostro e per il bene di tutti. La mia giornata tipo in quarantena? Ogni giorno è uguale agli altri nel programma: mattina sveglia presto, colazione e lezioni universitarie online di Scienze Motorie. Poi pranzo e guardò un po’ di tv per staccare. Se sono previste continuo a seguire le lezioni anche al pomeriggio, verso le cinque  dopo aver fatto merenda parto con l’allenamento. Doccia rinfrescante, cena e un po’ di relax magari con qualche partita alla play prima di andare a letto. Musica? Ascolto di tutto, non c’è un genere che preferisco. Dipende molto dal mio umore: solitamente però sento musica allegra, le hit del momento. Invece non sono un grande fan delle serie televisive, non riesco mai a concluderle anche se ho visto quelle più blasonate, tipo La Casa di Carta. Come detto mi alleno ogni giorno, anche perché stare sempre sul divano è davvero impossibile. Fortunatamente abitando in campagna ho la possibilità di lavorare all’aperto con gli esercizi che il prof ci manda in collaborazione con lo staff. E con il pallone, che non deve mai mancare. Con la squadra siamo sempre in contatto tramite il gruppo whatsapp, ci sentiamo spesso”.

Il terzino conclude poi guardando al passato: “Se mi guardo indietro personalmente penso che la nostra sia stata un’ottima stagione, nonostante alcuni alti e bassi di cui siamo consapevoli. Non è facile né soprattutto scontato restare sempre lì nelle prime posizioni e dare filo da torcere alle grandi che abbiamo incontrato. Sappiamo che si può sempre fare di più, qualcosa che a volte probabilmente ci è mancato la domenica, ma siamo ugualmente orgogliosi del nostro cammino perché è stato frutto del nostro impegno e del nostro sacrificio. Quando tutto sarà passato? Ovviamente penserò a ritrovare gli amici e tutte le persone che non ho potuto vedere in questi mesi, a respirare un po’ di libertà e poi mi auguro di riprendere a vivere con normalità il più presto possibile. Tornare nella normalità, anche sul campo”. 

 

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