Gianmarco Pozzecco durante un timeout | Foto Luigi Canu

Pozzecco: “La Supercoppa ha complicato la nostra crescita”

Archiviata la Supercoppa Italiana, la Dinamo Sassari si appresta a cominciare il suo viaggio in campionato; i biancoblù faranno visita alla Prosciutto Carpegna Pesaro, squadra già affrontata due volte nel Girone D del Geovillage nel trofeo che ha inaugurato la stagione 2020/2021.

Coach Gianmarco Pozzecco ha parlato in conferenza stampa all’antivigilia della gara: “Ringrazio per le belle parole Repesa, fa piacere che arrivino da un uomo di sport come lui nonostante alcuni episodi contrastanti tra noi. Ho grande rispetto per quello che ha fatto nella sua carriera. A Pesaro ci sono giocatori che fanno la differenza, non è più la Pesaro degli ultimi anni: in Supercoppa abbiamo constato che sarà diverso e sarà una partita complicata. Dobbiamo essere focalizzati sulla nostra crescita che è stata bloccata da una scelta discutibile come quella di iniziare subito con una competizione ufficiale come la Supercoppa: forse ci sarebbe stato bisogno di coinvolgere noi allenatori, giocare sei partite in 12 giorni ha complicato il nostro percorso di crescita. Di solito il cammino è improntato sulla crescita della squadra e non sul vincere le partite, ci siamo ritrovati a pensare in modo diverso”.

“Tillman? Abbiamo dovuto fare di necessità virtù in un momento come questo difficile per gli investimenti, abbiamo rinunciato a qualcosina. Justin diventerà importante perché è l’unico con un certo tipo di atletismo, ci permetterà di giocare con un quintetto fisico con lui da 4 insieme a Burnell e Miro. Con Bendzius invece è simile a Polonara, per modo di giocare e vivremo quello che abbiamo provato due anni fa. Justin per noi diventerà importante”.

“Giocando sei partite in 12 giorni i giocatori si abituano a giocare tanto, c’è un rischio di infortuni alto e in più non ci si abitua a giocare ogni pallone come se fosse l’ultimo possesso. Gli infortuni? So che ho uno staff medico di primo livello e mi diranno quando saranno pronti. Non so chi scenderà in campo, Justin lo porteremo perché voglio che stia con noi, ma non so se sarà utilizzabile. Lui ha fatto appena un allenamento e mezzo prima della Supercoppa, quindi lo giudico inschierabile tatticamente anche se medicalmente lo sarà magari. Treier sta stringendo i denti, Gentile dovrebbe esserci, ma l’importante ci sia la Dinamo. Abbiamo avuto poco tempo per lavorare, quindi ci serve un po’ di tempo”.

Sul nuovo format della Champions League: “Non mi piace vendere illusioni, in questo momento la pallacanestro deve sopravvivere. Oggi non possiamo giocare davanti ai tifosi e la soluzione non c’è.  Dobbiamo accettare della situazioni che ci mettono anche a disagio, decise da persone che stanno intorno a un tavolo senza interpellare delle persone che magari avrebbero potuto dire la propria. Se uno di noi dovesse contrarre il virus all’estero sarebbe molto di più una situazione difficile. Per noi non è facile giocare a pallacanestro, regaliamo un po’ di gioia e spensieratezza ma è anche vero che devi essere consapevole del fatto che un giocatore può essere condizionato da quello che succede fuori dal campo. Dobbiamo essere contenti di giocare, l’aspetto sportivo dovrebbe essere in secondo piano ma non possiamo farlo”

 

 

AL BAR DELLO SPORT

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