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Pozzecco: “Tornare a Sassari sarà complicatamente bello”

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Lunga intervista della Gazzetta dello Sport all’ex head coach della Dinamo Sassari, ora assistente di Ettore Messina all’Olimpia Milano, di cui vi proponiamo un estratto.

Dopo un lungo silenzio durato mesi, Gianmarco Pozzecco torna a parlare ai microfoni della Rosea, in un’intervista firmata dal collega Vincenzo di Schiavi. “Perché ho accettato l’offerta di fare il vice a Milano? Ho già fatto il vice di Mrsic al Cedevita, rifarlo con Ettore Messina è un’occasione che non potevo perdere. Al termine di questo percorso sarò un allenatore migliore. Lavorare al suo fianco e di un gruppo di assistenti paritetico mi permette di apprendere ciò che conosco meno, di arricchire il mio bagaglio analitico. L’idea è stata di Virginio Bernardi, il mio agente: ha incuriosito Ettore, che mi ha chiamato. Ed eccomi qui, a fare il vice con umiltà, partecipazione e ed entusiasmo, sapendo che rimango un semplice assistente. Siamo diversi: io odio perdere, ma non sono un vincente nato. Lui lo è. Significa che ha necessità di vincere, tutta la sua carriera è stata condizionata da questo imperativo”.

Il Poz nel quotidiano
“Com’è la mia quotidianità? Un clinic continuo con i giocatori e il resto dello staff. Trovo estremamente gratificante occuparmi anche dei piccoli dettagli. Ai ragazzi spesso racconto la mia esperienza di giocatore folle, sperando possa avere un effetto terapeutico: i miei successi, ma soprattutto i limiti, le cadute e gli eccessi. Mi manca il ruolo da capo-coach? Me lo ha chiesto anche Ettore, la risposta è no. Mi appagava allenare Spissu, Bilan e Stefano Gentile come ora vedere soddisfatto Messina. Non ho mai preso in considerazione l’idea di essere il suo erede, mi sembra irrispettoso solo pensarlo”.

Sul rapporto con Sassari
“Adoro fare qualcosa che mi dia emozioni e do peso ad aspetti che per altri forse contano meno. Poi mi rendo conto che arriva il momento in cui tutto immancabilmente finisce. È successo a Varese, Capo d’Orlando e alla Fortitudo. Quel trasporto emotivo lo vivrò in eterno, ma il distacco fa soffrire. E nel caso di Sassari un po’ di più. Tutti i rapporti iniziano e finiscono, ma in realtà non finiscono mai. Tornare a Sassari sarà complicatamente bello”.

La Redazione

 

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