TdR, caso razzismo in Calabria-Sardegna?

Gli esordienti di De Agostini abbandonano il campo a 2 secondi dal termine, in un clima di altissima tensione, dopo il tiro libero decisivo trasformato dai calabresi.

È polemica dopo la semifinale del Torneo delle Regioni tra le rappresentative di calcio a 5 di Calabria e Sardegna (categoria Esordienti), vinta in modo rocambolesco dai primi 4-3, con i sardi che hanno clamorosamente abbandonato il campo in segno di protesta dopo il tiro libero fischiato ai calabresi, quando ancora mancavano due secondi alla fine. Per quale motivo? Semplice rabbia agonistica, dopo un rigore non fischiato o c’è di più? Cosa ha spinto i ragazzi allenati da Matteo De Agostini a lasciare il campo e a non tornarci più?

Andiamo con ordine: la gara, giocata a Bernalda (provincia di Matera), è stata trasmessa in diretta su Facebook sul canale della Lega nazionale dilettanti, ma dal filmato integrale del match (di cui riproponiamo un estratto) non si capisce bene il motivo. Il nostro video descrive l’accesissimo finale, a partire dalla trasformazione del tiro libero che vale il definitivo 4-3. Dopo il gol si può facilmente notare una forte concitazione nella zona del tunnel, con alcuni dirigenti e membri dello staff tecnico calabrese particolarmente accesi nella polemica. Altro dato incontrovertibile, al momento del 4-3 la gioia del pubblico di fede calabrese (di gran lunga superiore numericamente alla delegazione isolana) è trascesa, con diversi elementi presenti in tribuna che hanno scavalcato la balaustra per festeggiare sul campo. Ma cos’ha spinto la formazione della Sardegna ad abbandonare il campo e, soprattutto, a non volerci tornare per gli ultimi due secondi di gara?

Sono forse tre le possibili risposte, almeno stando alle prime voci girate nell’ambiente del futsal. La prima (assai debole) parla di troppa rabbia per la disparità di trattamento, dovuta a un tiro libero non concesso a favore (abbastanza solare, dalle immagini) contro quello fischiato a sfavore subito dopo, per il definitivo 4-3. La seconda: la paura dei ragazzi sardi per la propria incolumità – ricordiamo che si sta parlando di 15enni – dopo l’invasione di campo dei tifosi calabresi, che al tiro libero segnato dai propri ragazzi hanno superato la tribuna, eccedendo non poco nei festeggiamenti. La terza ipotesi, che aleggia sulla vicenda in modo ancora più preoccupante, parla di ripetuti insulti razzisti gridati dal pubblico ai danni di un giovane calciatore sardo durante tutto l’incontro. Insomma, un clima tutt’altro che ideale per un torneo giovanile.

Sul fronte Figc regionale bocche cucite: la posizione ufficiale della federazione sarà affidata a un comunicato, che verrà diffuso nei prossimi giorni e che si preannuncia pepato. Dispiace che il cammino da protagonisti di un gruppo di giovanissimi calciatori, con il magnifico traguardo delle semifinali (piazzamento storico per la Sardegna), venga offuscato da un epilogo che di sportivo proprio non ha proprio nulla.

Francesco Aresu

 

[Di seguito il video integrale dell’incontro]

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